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DESCRIPTION:GIOVEDI 06 OTTOBRE - ore 20\,30\n&nbsp\;\nRiflessioni attorno a
  “IN VIAGGIO” il documentario di Gianfranco Rosi\ndi Arianna Prevedel
 lo\n\nIl pluripremiato documentarista Gianfranco Rosi (Leone d’oro a Ven
 ezia per Sacro GRA nel 2013 e Orso d’oro a Berlino per Fuocoammare nel
  2016) ha dedicato un pezzo della sua recente carriera cinematografica al 
 Papa e ai suoi viaggi.\n\nSe l’ha fatto\, va da sé che ha trovato dei b
 uoni motivi per stare appresso a Lui e ai materiali di archivio che docume
 ntano questi spostamenti mai improvvisati. Fatta salva la pausa della pand
 emia\, sicuramente quest’ultimi hanno un forte impatto numerico\, come c
 hiarisce il regista fin dai titoli di testa del film (37 viaggi\, 53 paesi
 \, 9 anni).\n\nPer chi in questi anni ha seguito in qualche modo il pontif
 icato di Jorge Maria Bergoglio\, 85 anni\,  la novità di In viaggio no
 n saranno tanto né il dinamismo né i temi che da questo suo osservatorio
  privilegiato il regista ha colto e intrecciato (sua è la sceneggiatura\;
  il montaggio di Fabrizio Federico) in un fluire dove si percepisce la pro
 gressiva scoperta di un  cristiano al centro della storia del nuovo mille
 nnio.\nUna nuova Cappella Sistina\nTemi come la solidarietà\, la dignità
 \, la povertà\, la crisi migratoria e la condanna delle guerre sono da se
 mpre fondamenta del lessico vivido di Francesco\, l’urgenza universale d
 elle parole del papa che un laico come Rosi ha subito intercettato e senti
 to probabilmente in forte connessione con la sua biografia documentaristic
 a. Fin qui tutto molto autorevole\, ma non per questo uno sguardo inedito 
 su papa Francesco. Ciò che invece rende unica e preziosa l’opera di Ros
 i è\, piuttosto\, la pazienza di offrirci un affresco del papa e dei suoi
  itinerari senza la fretta e\, talvolta l’incuria e dispiace dirlo\, dei
  titoli dei giornali\, del web\, dei social. I viaggi\, e in essi i gesti 
 e le parole\, chiedono infatti uno spazio di ricezione che in alcuni casi 
 viene sacrificato in titoli d’effetto\, talvolta anche polemici.\n\nLe s
 torture della comunicazione contemporanea non risparmiano nessuno\, tanto 
 meno il papa\, e la genuina partecipazione umana di Francesco\, e di chi l
 o segue in aereo (sì\, davvero un privilegio)\, si perde più spesso nell
 ’esasperata rapidità editoriale lontana anni luce dalle parafrasi del d
 olore che il papa abbraccia lungo i suoi viaggi. E\, intendiamoci\, non c
 ’è nulla di retorico in questo discorso\, bensì la reale intuizione di
  Rosi che attraverso il suo documentario affresca una nuova Cappella Sisti
 na\, una “teologia visiva” che oggi nell’era contemporanea si esprim
 e (anche) nella potenza umana di Francesco\, capace di innalzare gli ultim
 i – le periferie esistenziali a cui c’ha abituato fin dall’inizio de
 l suo pontificato – alla statura di nuovi “Adamo”.\n\nL’empatia di
  papa Francesco: un problema o una risorsa?\nMettendo in parallelo alle pa
 role e ai gesti di Francesco\, frammenti di altri documentari (solo in par
 te di Rosi) dedicati alla storia e ai drammi del popolo che via via France
 sco incontra\, il regista traduce in termini iconici l’empatia che guida
  ogni scelta comunicativa del papa\, sia essa verbale o non verbale. E’ 
 lei invero la grande novità di In viaggio\, la (sciagurata?) empatia di
  Francesco\, più spesso fonte di polemiche che non di ammirazione. Troppo
  laica? Oltremodo contemporanea? Scarsamente cristiana?  Eppure\, proprio
  grazie ad In viaggio\, è possibile rendersi conto di quanto Francesco p
 arli ma in realtà sia in ascolto\, quanto scelga le parole come se stesse
  parlando in realtà la sua stessa audience. Francesco è la voce di Adamo
 \, la persona della geografia che sta incontrando.\n\nFrancesco si offre c
 ome mediazione autentica dell’umanità\, come corpo di Cristo che raccog
 lie su di sé le sofferenze della terra\, da Oriente ad Occidente\, da Nor
 d a Sud senza distinzioni di religioni\, di appartenenze o di etnie. Non s
 i mette in viaggio per proselitismo\, sul quale è anche molto critico\, m
 a per curare le ferite di un popolo che dopo paziente riflessione\, consig
 lio e preghiera ha scelto di andare ad incontrare. E’ un viaggio che sgo
 rga dall’intimo del suo discernimento. Scremando tra l’esuberanza degl
 i archivi\, nei diversi temi che Rosi porta a galla – tutti davvero indi
 rizzati a sognare e costruire un mondo più giusto – si coglie sempre tr
 asversale la serietà del papa per la migranza spirituale\, intellettuale 
 e fisica. In viaggio documenta quanto il papa non dia per scontato viagg
 iare\, quanto non si sottometta a priori all’industria della visita past
 orale (rischio ad ogni livello ecclesiastico che qui si rivolge ad un cont
 esto universale).\nCONTINUA A LEGGERE DAL SITO SALE DELLA COMUNITA\n(scari
 ca il Pdf)
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 000053\, Lazio\, Italia
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DESCRIPTION:VENERDì 07 OTTOBRE - ore 17\,00\n&nbsp\;\nRiflessioni attorno 
 a “IN VIAGGIO” il documentario di Gianfranco Rosi\ndi Arianna Prevede
 llo\n\nIl pluripremiato documentarista Gianfranco Rosi (Leone d’oro a Ve
 nezia per Sacro GRA nel 2013 e Orso d’oro a Berlino per Fuocoammare ne
 l 2016) ha dedicato un pezzo della sua recente carriera cinematografica al
  Papa e ai suoi viaggi.\n\nSe l’ha fatto\, va da sé che ha trovato dei 
 buoni motivi per stare appresso a Lui e ai materiali di archivio che docum
 entano questi spostamenti mai improvvisati. Fatta salva la pausa della pan
 demia\, sicuramente quest’ultimi hanno un forte impatto numerico\, come 
 chiarisce il regista fin dai titoli di testa del film (37 viaggi\, 53 paes
 i\, 9 anni).\n\nPer chi in questi anni ha seguito in qualche modo il ponti
 ficato di Jorge Maria Bergoglio\, 85 anni\,  la novità di In viaggio n
 on saranno tanto né il dinamismo né i temi che da questo suo osservatori
 o privilegiato il regista ha colto e intrecciato (sua è la sceneggiatura\
 ; il montaggio di Fabrizio Federico) in un fluire dove si percepisce la pr
 ogressiva scoperta di un  cristiano al centro della storia del nuovo mill
 ennio.\nUna nuova Cappella Sistina\nTemi come la solidarietà\, la dignit
 à\, la povertà\, la crisi migratoria e la condanna delle guerre sono da 
 sempre fondamenta del lessico vivido di Francesco\, l’urgenza universale
  delle parole del papa che un laico come Rosi ha subito intercettato e sen
 tito probabilmente in forte connessione con la sua biografia documentarist
 ica. Fin qui tutto molto autorevole\, ma non per questo uno sguardo inedit
 o su papa Francesco. Ciò che invece rende unica e preziosa l’opera di R
 osi è\, piuttosto\, la pazienza di offrirci un affresco del papa e dei su
 oi itinerari senza la fretta e\, talvolta l’incuria e dispiace dirlo\, d
 ei titoli dei giornali\, del web\, dei social. I viaggi\, e in essi i gest
 i e le parole\, chiedono infatti uno spazio di ricezione che in alcuni cas
 i viene sacrificato in titoli d’effetto\, talvolta anche polemici.\n\nLe
  storture della comunicazione contemporanea non risparmiano nessuno\, tant
 o meno il papa\, e la genuina partecipazione umana di Francesco\, e di chi
  lo segue in aereo (sì\, davvero un privilegio)\, si perde più spesso ne
 ll’esasperata rapidità editoriale lontana anni luce dalle parafrasi del
  dolore che il papa abbraccia lungo i suoi viaggi. E\, intendiamoci\, non 
 c’è nulla di retorico in questo discorso\, bensì la reale intuizione d
 i Rosi che attraverso il suo documentario affresca una nuova Cappella Sist
 ina\, una “teologia visiva” che oggi nell’era contemporanea si espri
 me (anche) nella potenza umana di Francesco\, capace di innalzare gli ulti
 mi – le periferie esistenziali a cui c’ha abituato fin dall’inizio d
 el suo pontificato – alla statura di nuovi “Adamo”.\n\nL’empatia d
 i papa Francesco: un problema o una risorsa?\nMettendo in parallelo alle p
 arole e ai gesti di Francesco\, frammenti di altri documentari (solo in pa
 rte di Rosi) dedicati alla storia e ai drammi del popolo che via via Franc
 esco incontra\, il regista traduce in termini iconici l’empatia che guid
 a ogni scelta comunicativa del papa\, sia essa verbale o non verbale. E’
  lei invero la grande novità di In viaggio\, la (sciagurata?) empatia d
 i Francesco\, più spesso fonte di polemiche che non di ammirazione. Tropp
 o laica? Oltremodo contemporanea? Scarsamente cristiana?  Eppure\, propri
 o grazie ad In viaggio\, è possibile rendersi conto di quanto Francesco 
 parli ma in realtà sia in ascolto\, quanto scelga le parole come se stess
 e parlando in realtà la sua stessa audience. Francesco è la voce di Adam
 o\, la persona della geografia che sta incontrando.\n\nFrancesco si offre 
 come mediazione autentica dell’umanità\, come corpo di Cristo che racco
 glie su di sé le sofferenze della terra\, da Oriente ad Occidente\, da No
 rd a Sud senza distinzioni di religioni\, di appartenenze o di etnie. Non 
 si mette in viaggio per proselitismo\, sul quale è anche molto critico\, 
 ma per curare le ferite di un popolo che dopo paziente riflessione\, consi
 glio e preghiera ha scelto di andare ad incontrare. E’ un viaggio che sg
 orga dall’intimo del suo discernimento. Scremando tra l’esuberanza deg
 li archivi\, nei diversi temi che Rosi porta a galla – tutti davvero ind
 irizzati a sognare e costruire un mondo più giusto – si coglie sempre t
 rasversale la serietà del papa per la migranza spirituale\, intellettuale
  e fisica. In viaggio documenta quanto il papa non dia per scontato viag
 giare\, quanto non si sottometta a priori all’industria della visita pas
 torale (rischio ad ogni livello ecclesiastico che qui si rivolge ad un con
 testo universale).\nCONTINUA A LEGGERE DAL SITO SALE DELLA COMUNITA\n(scar
 ica il Pdf)
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SUMMARY:ANNA FRANK E IL DIARIO SEGRETO
DESCRIPTION:VENERDì 07 OTTOBRE - ore 18\,30\n&nbsp\;\n\nUn adattamento spl
 endido e riuscito de “Il Diario di Anna Frank”.\n\nPresentato fuori co
 ncorso al Festival di Cannes.\n\nRegia di Ari Folman  –   con Emily C
 arey  –  animazione\, storico  –  Belgio\, Francia\, Israele\, 202
 1  –  durata 1h 39’\n\nAmsterdam\, a un anno da oggi. Nel museo dedi
 cato ad Anna Frank un temporale infrange la teca nella quale è custodito 
 il diario della ragazzina ebrea morta in un campo di concentramento dopo a
 ver vissuto per oltre due anni nascosta con la sua famiglia nell’attico 
 segreto di una palazzina della città olandese. Dalle pagine del diario 
 “liberato” si materializza Kitty\, l’amica immaginaria con cui Anna 
 conversava in quel testo quasi epistolare. Kitty vede i visitatori del mus
 eo\, fra cui un ladruncolo di nome Peter\, ma loro non vedono lei: perché
  la ragazza diventa visibile solo fuori dalla casa-museo di Anne\, e solo 
 se ha con sé il diario della sua amica perduta. Da quel momento Kitty and
 rà in cerca di Anne\, di cui non conosce il destino\, aiutata da Peter\, 
 e a sua volta aiuterà Ava\, una bambina immigrata che sta per essere cacc
 iata dalla “polizia non tedesca” dalla casa occupata di Amsterdam dove
  si è rifugiata insieme alla sua famiglia.\n\n&nbsp\;\n\n\n
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DESCRIPTION:VENERDì 07 OTTOBRE - ore 21\,15\n&nbsp\;\nRiflessioni attorno 
 a “IN VIAGGIO” il documentario di Gianfranco Rosi\ndi Arianna Prevede
 llo\n\nIl pluripremiato documentarista Gianfranco Rosi (Leone d’oro a Ve
 nezia per Sacro GRA nel 2013 e Orso d’oro a Berlino per Fuocoammare ne
 l 2016) ha dedicato un pezzo della sua recente carriera cinematografica al
  Papa e ai suoi viaggi.\n\nSe l’ha fatto\, va da sé che ha trovato dei 
 buoni motivi per stare appresso a Lui e ai materiali di archivio che docum
 entano questi spostamenti mai improvvisati. Fatta salva la pausa della pan
 demia\, sicuramente quest’ultimi hanno un forte impatto numerico\, come 
 chiarisce il regista fin dai titoli di testa del film (37 viaggi\, 53 paes
 i\, 9 anni).\n\nPer chi in questi anni ha seguito in qualche modo il ponti
 ficato di Jorge Maria Bergoglio\, 85 anni\,  la novità di In viaggio n
 on saranno tanto né il dinamismo né i temi che da questo suo osservatori
 o privilegiato il regista ha colto e intrecciato (sua è la sceneggiatura\
 ; il montaggio di Fabrizio Federico) in un fluire dove si percepisce la pr
 ogressiva scoperta di un  cristiano al centro della storia del nuovo mill
 ennio.\nUna nuova Cappella Sistina\nTemi come la solidarietà\, la dignit
 à\, la povertà\, la crisi migratoria e la condanna delle guerre sono da 
 sempre fondamenta del lessico vivido di Francesco\, l’urgenza universale
  delle parole del papa che un laico come Rosi ha subito intercettato e sen
 tito probabilmente in forte connessione con la sua biografia documentarist
 ica. Fin qui tutto molto autorevole\, ma non per questo uno sguardo inedit
 o su papa Francesco. Ciò che invece rende unica e preziosa l’opera di R
 osi è\, piuttosto\, la pazienza di offrirci un affresco del papa e dei su
 oi itinerari senza la fretta e\, talvolta l’incuria e dispiace dirlo\, d
 ei titoli dei giornali\, del web\, dei social. I viaggi\, e in essi i gest
 i e le parole\, chiedono infatti uno spazio di ricezione che in alcuni cas
 i viene sacrificato in titoli d’effetto\, talvolta anche polemici.\n\nLe
  storture della comunicazione contemporanea non risparmiano nessuno\, tant
 o meno il papa\, e la genuina partecipazione umana di Francesco\, e di chi
  lo segue in aereo (sì\, davvero un privilegio)\, si perde più spesso ne
 ll’esasperata rapidità editoriale lontana anni luce dalle parafrasi del
  dolore che il papa abbraccia lungo i suoi viaggi. E\, intendiamoci\, non 
 c’è nulla di retorico in questo discorso\, bensì la reale intuizione d
 i Rosi che attraverso il suo documentario affresca una nuova Cappella Sist
 ina\, una “teologia visiva” che oggi nell’era contemporanea si espri
 me (anche) nella potenza umana di Francesco\, capace di innalzare gli ulti
 mi – le periferie esistenziali a cui c’ha abituato fin dall’inizio d
 el suo pontificato – alla statura di nuovi “Adamo”.\n\nL’empatia d
 i papa Francesco: un problema o una risorsa?\nMettendo in parallelo alle p
 arole e ai gesti di Francesco\, frammenti di altri documentari (solo in pa
 rte di Rosi) dedicati alla storia e ai drammi del popolo che via via Franc
 esco incontra\, il regista traduce in termini iconici l’empatia che guid
 a ogni scelta comunicativa del papa\, sia essa verbale o non verbale. E’
  lei invero la grande novità di In viaggio\, la (sciagurata?) empatia d
 i Francesco\, più spesso fonte di polemiche che non di ammirazione. Tropp
 o laica? Oltremodo contemporanea? Scarsamente cristiana?  Eppure\, propri
 o grazie ad In viaggio\, è possibile rendersi conto di quanto Francesco 
 parli ma in realtà sia in ascolto\, quanto scelga le parole come se stess
 e parlando in realtà la sua stessa audience. Francesco è la voce di Adam
 o\, la persona della geografia che sta incontrando.\n\nFrancesco si offre 
 come mediazione autentica dell’umanità\, come corpo di Cristo che racco
 glie su di sé le sofferenze della terra\, da Oriente ad Occidente\, da No
 rd a Sud senza distinzioni di religioni\, di appartenenze o di etnie. Non 
 si mette in viaggio per proselitismo\, sul quale è anche molto critico\, 
 ma per curare le ferite di un popolo che dopo paziente riflessione\, consi
 glio e preghiera ha scelto di andare ad incontrare. E’ un viaggio che sg
 orga dall’intimo del suo discernimento. Scremando tra l’esuberanza deg
 li archivi\, nei diversi temi che Rosi porta a galla – tutti davvero ind
 irizzati a sognare e costruire un mondo più giusto – si coglie sempre t
 rasversale la serietà del papa per la migranza spirituale\, intellettuale
  e fisica. In viaggio documenta quanto il papa non dia per scontato viag
 giare\, quanto non si sottometta a priori all’industria della visita pas
 torale (rischio ad ogni livello ecclesiastico che qui si rivolge ad un con
 testo universale).\nCONTINUA A LEGGERE DAL SITO SALE DELLA COMUNITA\n(scar
 ica il Pdf)
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SUMMARY:ANNA FRANK E IL DIARIO SEGRETO
DESCRIPTION:SABATO 08 OTTOBRE - ore 16\,00\n&nbsp\;\n\nUn adattamento splen
 dido e riuscito de “Il Diario di Anna Frank”.\n\nPresentato fuori conc
 orso al Festival di Cannes.\n\nRegia di Ari Folman  –   con Emily Car
 ey  –  animazione\, storico  –  Belgio\, Francia\, Israele\, 2021
   –  durata 1h 39’\n\nAmsterdam\, a un anno da oggi. Nel museo dedic
 ato ad Anna Frank un temporale infrange la teca nella quale è custodito i
 l diario della ragazzina ebrea morta in un campo di concentramento dopo av
 er vissuto per oltre due anni nascosta con la sua famiglia nell’attico s
 egreto di una palazzina della città olandese. Dalle pagine del diario “
 liberato” si materializza Kitty\, l’amica immaginaria con cui Anna con
 versava in quel testo quasi epistolare. Kitty vede i visitatori del museo\
 , fra cui un ladruncolo di nome Peter\, ma loro non vedono lei: perché la
  ragazza diventa visibile solo fuori dalla casa-museo di Anne\, e solo se 
 ha con sé il diario della sua amica perduta. Da quel momento Kitty andrà
  in cerca di Anne\, di cui non conosce il destino\, aiutata da Peter\, e a
  sua volta aiuterà Ava\, una bambina immigrata che sta per essere cacciat
 a dalla “polizia non tedesca” dalla casa occupata di Amsterdam dove si
  è rifugiata insieme alla sua famiglia.\n\n&nbsp\;\n\n\n
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 “IN VIAGGIO” il documentario di Gianfranco Rosi\ndi Arianna Prevedell
 o\n\nIl pluripremiato documentarista Gianfranco Rosi (Leone d’oro a Vene
 zia per Sacro GRA nel 2013 e Orso d’oro a Berlino per Fuocoammare nel 
 2016) ha dedicato un pezzo della sua recente carriera cinematografica al P
 apa e ai suoi viaggi.\n\nSe l’ha fatto\, va da sé che ha trovato dei bu
 oni motivi per stare appresso a Lui e ai materiali di archivio che documen
 tano questi spostamenti mai improvvisati. Fatta salva la pausa della pande
 mia\, sicuramente quest’ultimi hanno un forte impatto numerico\, come ch
 iarisce il regista fin dai titoli di testa del film (37 viaggi\, 53 paesi\
 , 9 anni).\n\nPer chi in questi anni ha seguito in qualche modo il pontifi
 cato di Jorge Maria Bergoglio\, 85 anni\,  la novità di In viaggio non
  saranno tanto né il dinamismo né i temi che da questo suo osservatorio 
 privilegiato il regista ha colto e intrecciato (sua è la sceneggiatura\; 
 il montaggio di Fabrizio Federico) in un fluire dove si percepisce la prog
 ressiva scoperta di un  cristiano al centro della storia del nuovo millen
 nio.\nUna nuova Cappella Sistina\nTemi come la solidarietà\, la dignità\
 , la povertà\, la crisi migratoria e la condanna delle guerre sono da sem
 pre fondamenta del lessico vivido di Francesco\, l’urgenza universale de
 lle parole del papa che un laico come Rosi ha subito intercettato e sentit
 o probabilmente in forte connessione con la sua biografia documentaristica
 . Fin qui tutto molto autorevole\, ma non per questo uno sguardo inedito s
 u papa Francesco. Ciò che invece rende unica e preziosa l’opera di Rosi
  è\, piuttosto\, la pazienza di offrirci un affresco del papa e dei suoi 
 itinerari senza la fretta e\, talvolta l’incuria e dispiace dirlo\, dei 
 titoli dei giornali\, del web\, dei social. I viaggi\, e in essi i gesti e
  le parole\, chiedono infatti uno spazio di ricezione che in alcuni casi v
 iene sacrificato in titoli d’effetto\, talvolta anche polemici.\n\nLe st
 orture della comunicazione contemporanea non risparmiano nessuno\, tanto m
 eno il papa\, e la genuina partecipazione umana di Francesco\, e di chi lo
  segue in aereo (sì\, davvero un privilegio)\, si perde più spesso nell
 ’esasperata rapidità editoriale lontana anni luce dalle parafrasi del d
 olore che il papa abbraccia lungo i suoi viaggi. E\, intendiamoci\, non c
 ’è nulla di retorico in questo discorso\, bensì la reale intuizione di
  Rosi che attraverso il suo documentario affresca una nuova Cappella Sisti
 na\, una “teologia visiva” che oggi nell’era contemporanea si esprim
 e (anche) nella potenza umana di Francesco\, capace di innalzare gli ultim
 i – le periferie esistenziali a cui c’ha abituato fin dall’inizio de
 l suo pontificato – alla statura di nuovi “Adamo”.\n\nL’empatia di
  papa Francesco: un problema o una risorsa?\nMettendo in parallelo alle pa
 role e ai gesti di Francesco\, frammenti di altri documentari (solo in par
 te di Rosi) dedicati alla storia e ai drammi del popolo che via via France
 sco incontra\, il regista traduce in termini iconici l’empatia che guida
  ogni scelta comunicativa del papa\, sia essa verbale o non verbale. E’ 
 lei invero la grande novità di In viaggio\, la (sciagurata?) empatia di
  Francesco\, più spesso fonte di polemiche che non di ammirazione. Troppo
  laica? Oltremodo contemporanea? Scarsamente cristiana?  Eppure\, proprio
  grazie ad In viaggio\, è possibile rendersi conto di quanto Francesco p
 arli ma in realtà sia in ascolto\, quanto scelga le parole come se stesse
  parlando in realtà la sua stessa audience. Francesco è la voce di Adamo
 \, la persona della geografia che sta incontrando.\n\nFrancesco si offre c
 ome mediazione autentica dell’umanità\, come corpo di Cristo che raccog
 lie su di sé le sofferenze della terra\, da Oriente ad Occidente\, da Nor
 d a Sud senza distinzioni di religioni\, di appartenenze o di etnie. Non s
 i mette in viaggio per proselitismo\, sul quale è anche molto critico\, m
 a per curare le ferite di un popolo che dopo paziente riflessione\, consig
 lio e preghiera ha scelto di andare ad incontrare. E’ un viaggio che sgo
 rga dall’intimo del suo discernimento. Scremando tra l’esuberanza degl
 i archivi\, nei diversi temi che Rosi porta a galla – tutti davvero indi
 rizzati a sognare e costruire un mondo più giusto – si coglie sempre tr
 asversale la serietà del papa per la migranza spirituale\, intellettuale 
 e fisica. In viaggio documenta quanto il papa non dia per scontato viagg
 iare\, quanto non si sottometta a priori all’industria della visita past
 orale (rischio ad ogni livello ecclesiastico che qui si rivolge ad un cont
 esto universale).\nCONTINUA A LEGGERE DAL SITO SALE DELLA COMUNITA\n(scari
 ca il Pdf)
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 dido e riuscito de “Il Diario di Anna Frank”.\n\nPresentato fuori conc
 orso al Festival di Cannes.\n\nRegia di Ari Folman  –   con Emily Car
 ey  –  animazione\, storico  –  Belgio\, Francia\, Israele\, 2021
   –  durata 1h 39’\n\nAmsterdam\, a un anno da oggi. Nel museo dedic
 ato ad Anna Frank un temporale infrange la teca nella quale è custodito i
 l diario della ragazzina ebrea morta in un campo di concentramento dopo av
 er vissuto per oltre due anni nascosta con la sua famiglia nell’attico s
 egreto di una palazzina della città olandese. Dalle pagine del diario “
 liberato” si materializza Kitty\, l’amica immaginaria con cui Anna con
 versava in quel testo quasi epistolare. Kitty vede i visitatori del museo\
 , fra cui un ladruncolo di nome Peter\, ma loro non vedono lei: perché la
  ragazza diventa visibile solo fuori dalla casa-museo di Anne\, e solo se 
 ha con sé il diario della sua amica perduta. Da quel momento Kitty andrà
  in cerca di Anne\, di cui non conosce il destino\, aiutata da Peter\, e a
  sua volta aiuterà Ava\, una bambina immigrata che sta per essere cacciat
 a dalla “polizia non tedesca” dalla casa occupata di Amsterdam dove si
  è rifugiata insieme alla sua famiglia.\n\n&nbsp\;\n\n\n
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 “IN VIAGGIO” il documentario di Gianfranco Rosi\ndi Arianna Prevedell
 o\n\nIl pluripremiato documentarista Gianfranco Rosi (Leone d’oro a Vene
 zia per Sacro GRA nel 2013 e Orso d’oro a Berlino per Fuocoammare nel 
 2016) ha dedicato un pezzo della sua recente carriera cinematografica al P
 apa e ai suoi viaggi.\n\nSe l’ha fatto\, va da sé che ha trovato dei bu
 oni motivi per stare appresso a Lui e ai materiali di archivio che documen
 tano questi spostamenti mai improvvisati. Fatta salva la pausa della pande
 mia\, sicuramente quest’ultimi hanno un forte impatto numerico\, come ch
 iarisce il regista fin dai titoli di testa del film (37 viaggi\, 53 paesi\
 , 9 anni).\n\nPer chi in questi anni ha seguito in qualche modo il pontifi
 cato di Jorge Maria Bergoglio\, 85 anni\,  la novità di In viaggio non
  saranno tanto né il dinamismo né i temi che da questo suo osservatorio 
 privilegiato il regista ha colto e intrecciato (sua è la sceneggiatura\; 
 il montaggio di Fabrizio Federico) in un fluire dove si percepisce la prog
 ressiva scoperta di un  cristiano al centro della storia del nuovo millen
 nio.\nUna nuova Cappella Sistina\nTemi come la solidarietà\, la dignità\
 , la povertà\, la crisi migratoria e la condanna delle guerre sono da sem
 pre fondamenta del lessico vivido di Francesco\, l’urgenza universale de
 lle parole del papa che un laico come Rosi ha subito intercettato e sentit
 o probabilmente in forte connessione con la sua biografia documentaristica
 . Fin qui tutto molto autorevole\, ma non per questo uno sguardo inedito s
 u papa Francesco. Ciò che invece rende unica e preziosa l’opera di Rosi
  è\, piuttosto\, la pazienza di offrirci un affresco del papa e dei suoi 
 itinerari senza la fretta e\, talvolta l’incuria e dispiace dirlo\, dei 
 titoli dei giornali\, del web\, dei social. I viaggi\, e in essi i gesti e
  le parole\, chiedono infatti uno spazio di ricezione che in alcuni casi v
 iene sacrificato in titoli d’effetto\, talvolta anche polemici.\n\nLe st
 orture della comunicazione contemporanea non risparmiano nessuno\, tanto m
 eno il papa\, e la genuina partecipazione umana di Francesco\, e di chi lo
  segue in aereo (sì\, davvero un privilegio)\, si perde più spesso nell
 ’esasperata rapidità editoriale lontana anni luce dalle parafrasi del d
 olore che il papa abbraccia lungo i suoi viaggi. E\, intendiamoci\, non c
 ’è nulla di retorico in questo discorso\, bensì la reale intuizione di
  Rosi che attraverso il suo documentario affresca una nuova Cappella Sisti
 na\, una “teologia visiva” che oggi nell’era contemporanea si esprim
 e (anche) nella potenza umana di Francesco\, capace di innalzare gli ultim
 i – le periferie esistenziali a cui c’ha abituato fin dall’inizio de
 l suo pontificato – alla statura di nuovi “Adamo”.\n\nL’empatia di
  papa Francesco: un problema o una risorsa?\nMettendo in parallelo alle pa
 role e ai gesti di Francesco\, frammenti di altri documentari (solo in par
 te di Rosi) dedicati alla storia e ai drammi del popolo che via via France
 sco incontra\, il regista traduce in termini iconici l’empatia che guida
  ogni scelta comunicativa del papa\, sia essa verbale o non verbale. E’ 
 lei invero la grande novità di In viaggio\, la (sciagurata?) empatia di
  Francesco\, più spesso fonte di polemiche che non di ammirazione. Troppo
  laica? Oltremodo contemporanea? Scarsamente cristiana?  Eppure\, proprio
  grazie ad In viaggio\, è possibile rendersi conto di quanto Francesco p
 arli ma in realtà sia in ascolto\, quanto scelga le parole come se stesse
  parlando in realtà la sua stessa audience. Francesco è la voce di Adamo
 \, la persona della geografia che sta incontrando.\n\nFrancesco si offre c
 ome mediazione autentica dell’umanità\, come corpo di Cristo che raccog
 lie su di sé le sofferenze della terra\, da Oriente ad Occidente\, da Nor
 d a Sud senza distinzioni di religioni\, di appartenenze o di etnie. Non s
 i mette in viaggio per proselitismo\, sul quale è anche molto critico\, m
 a per curare le ferite di un popolo che dopo paziente riflessione\, consig
 lio e preghiera ha scelto di andare ad incontrare. E’ un viaggio che sgo
 rga dall’intimo del suo discernimento. Scremando tra l’esuberanza degl
 i archivi\, nei diversi temi che Rosi porta a galla – tutti davvero indi
 rizzati a sognare e costruire un mondo più giusto – si coglie sempre tr
 asversale la serietà del papa per la migranza spirituale\, intellettuale 
 e fisica. In viaggio documenta quanto il papa non dia per scontato viagg
 iare\, quanto non si sottometta a priori all’industria della visita past
 orale (rischio ad ogni livello ecclesiastico che qui si rivolge ad un cont
 esto universale).\nCONTINUA A LEGGERE DAL SITO SALE DELLA COMUNITA\n(scari
 ca il Pdf)
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SUMMARY:ANNA FRANK E IL DIARIO SEGRETO
DESCRIPTION:DOMENICA 09 OTTOBRE - ore 16\,00\n&nbsp\;\n\nUn adattamento spl
 endido e riuscito de “Il Diario di Anna Frank”.\n\nPresentato fuori co
 ncorso al Festival di Cannes.\n\nRegia di Ari Folman  –   con Emily C
 arey  –  animazione\, storico  –  Belgio\, Francia\, Israele\, 202
 1  –  durata 1h 39’\n\nAmsterdam\, a un anno da oggi. Nel museo dedi
 cato ad Anna Frank un temporale infrange la teca nella quale è custodito 
 il diario della ragazzina ebrea morta in un campo di concentramento dopo a
 ver vissuto per oltre due anni nascosta con la sua famiglia nell’attico 
 segreto di una palazzina della città olandese. Dalle pagine del diario 
 “liberato” si materializza Kitty\, l’amica immaginaria con cui Anna 
 conversava in quel testo quasi epistolare. Kitty vede i visitatori del mus
 eo\, fra cui un ladruncolo di nome Peter\, ma loro non vedono lei: perché
  la ragazza diventa visibile solo fuori dalla casa-museo di Anne\, e solo 
 se ha con sé il diario della sua amica perduta. Da quel momento Kitty and
 rà in cerca di Anne\, di cui non conosce il destino\, aiutata da Peter\, 
 e a sua volta aiuterà Ava\, una bambina immigrata che sta per essere cacc
 iata dalla “polizia non tedesca” dalla casa occupata di Amsterdam dove
  si è rifugiata insieme alla sua famiglia.\n\n&nbsp\;\n\n\n
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DESCRIPTION:DOMENICA 09 OTTOBRE - ore 18\,00\n&nbsp\;\nRiflessioni attorno 
 a “IN VIAGGIO” il documentario di Gianfranco Rosi\ndi Arianna Prevede
 llo\n\nIl pluripremiato documentarista Gianfranco Rosi (Leone d’oro a Ve
 nezia per Sacro GRA nel 2013 e Orso d’oro a Berlino per Fuocoammare ne
 l 2016) ha dedicato un pezzo della sua recente carriera cinematografica al
  Papa e ai suoi viaggi.\n\nSe l’ha fatto\, va da sé che ha trovato dei 
 buoni motivi per stare appresso a Lui e ai materiali di archivio che docum
 entano questi spostamenti mai improvvisati. Fatta salva la pausa della pan
 demia\, sicuramente quest’ultimi hanno un forte impatto numerico\, come 
 chiarisce il regista fin dai titoli di testa del film (37 viaggi\, 53 paes
 i\, 9 anni).\n\nPer chi in questi anni ha seguito in qualche modo il ponti
 ficato di Jorge Maria Bergoglio\, 85 anni\,  la novità di In viaggio n
 on saranno tanto né il dinamismo né i temi che da questo suo osservatori
 o privilegiato il regista ha colto e intrecciato (sua è la sceneggiatura\
 ; il montaggio di Fabrizio Federico) in un fluire dove si percepisce la pr
 ogressiva scoperta di un  cristiano al centro della storia del nuovo mill
 ennio.\nUna nuova Cappella Sistina\nTemi come la solidarietà\, la dignit
 à\, la povertà\, la crisi migratoria e la condanna delle guerre sono da 
 sempre fondamenta del lessico vivido di Francesco\, l’urgenza universale
  delle parole del papa che un laico come Rosi ha subito intercettato e sen
 tito probabilmente in forte connessione con la sua biografia documentarist
 ica. Fin qui tutto molto autorevole\, ma non per questo uno sguardo inedit
 o su papa Francesco. Ciò che invece rende unica e preziosa l’opera di R
 osi è\, piuttosto\, la pazienza di offrirci un affresco del papa e dei su
 oi itinerari senza la fretta e\, talvolta l’incuria e dispiace dirlo\, d
 ei titoli dei giornali\, del web\, dei social. I viaggi\, e in essi i gest
 i e le parole\, chiedono infatti uno spazio di ricezione che in alcuni cas
 i viene sacrificato in titoli d’effetto\, talvolta anche polemici.\n\nLe
  storture della comunicazione contemporanea non risparmiano nessuno\, tant
 o meno il papa\, e la genuina partecipazione umana di Francesco\, e di chi
  lo segue in aereo (sì\, davvero un privilegio)\, si perde più spesso ne
 ll’esasperata rapidità editoriale lontana anni luce dalle parafrasi del
  dolore che il papa abbraccia lungo i suoi viaggi. E\, intendiamoci\, non 
 c’è nulla di retorico in questo discorso\, bensì la reale intuizione d
 i Rosi che attraverso il suo documentario affresca una nuova Cappella Sist
 ina\, una “teologia visiva” che oggi nell’era contemporanea si espri
 me (anche) nella potenza umana di Francesco\, capace di innalzare gli ulti
 mi – le periferie esistenziali a cui c’ha abituato fin dall’inizio d
 el suo pontificato – alla statura di nuovi “Adamo”.\n\nL’empatia d
 i papa Francesco: un problema o una risorsa?\nMettendo in parallelo alle p
 arole e ai gesti di Francesco\, frammenti di altri documentari (solo in pa
 rte di Rosi) dedicati alla storia e ai drammi del popolo che via via Franc
 esco incontra\, il regista traduce in termini iconici l’empatia che guid
 a ogni scelta comunicativa del papa\, sia essa verbale o non verbale. E’
  lei invero la grande novità di In viaggio\, la (sciagurata?) empatia d
 i Francesco\, più spesso fonte di polemiche che non di ammirazione. Tropp
 o laica? Oltremodo contemporanea? Scarsamente cristiana?  Eppure\, propri
 o grazie ad In viaggio\, è possibile rendersi conto di quanto Francesco 
 parli ma in realtà sia in ascolto\, quanto scelga le parole come se stess
 e parlando in realtà la sua stessa audience. Francesco è la voce di Adam
 o\, la persona della geografia che sta incontrando.\n\nFrancesco si offre 
 come mediazione autentica dell’umanità\, come corpo di Cristo che racco
 glie su di sé le sofferenze della terra\, da Oriente ad Occidente\, da No
 rd a Sud senza distinzioni di religioni\, di appartenenze o di etnie. Non 
 si mette in viaggio per proselitismo\, sul quale è anche molto critico\, 
 ma per curare le ferite di un popolo che dopo paziente riflessione\, consi
 glio e preghiera ha scelto di andare ad incontrare. E’ un viaggio che sg
 orga dall’intimo del suo discernimento. Scremando tra l’esuberanza deg
 li archivi\, nei diversi temi che Rosi porta a galla – tutti davvero ind
 irizzati a sognare e costruire un mondo più giusto – si coglie sempre t
 rasversale la serietà del papa per la migranza spirituale\, intellettuale
  e fisica. In viaggio documenta quanto il papa non dia per scontato viag
 giare\, quanto non si sottometta a priori all’industria della visita pas
 torale (rischio ad ogni livello ecclesiastico che qui si rivolge ad un con
 testo universale).\nCONTINUA A LEGGERE DAL SITO SALE DELLA COMUNITA\n(scar
 ica il Pdf)
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SUMMARY:ANNA FRANK E IL DIARIO SEGRETO
DESCRIPTION:DOMENICA 09 OTTOBRE - ore 19\,30\n&nbsp\;\n\nUn adattamento spl
 endido e riuscito de “Il Diario di Anna Frank”.\n\nPresentato fuori co
 ncorso al Festival di Cannes.\n\nRegia di Ari Folman  –   con Emily C
 arey  –  animazione\, storico  –  Belgio\, Francia\, Israele\, 202
 1  –  durata 1h 39’\n\nAmsterdam\, a un anno da oggi. Nel museo dedi
 cato ad Anna Frank un temporale infrange la teca nella quale è custodito 
 il diario della ragazzina ebrea morta in un campo di concentramento dopo a
 ver vissuto per oltre due anni nascosta con la sua famiglia nell’attico 
 segreto di una palazzina della città olandese. Dalle pagine del diario 
 “liberato” si materializza Kitty\, l’amica immaginaria con cui Anna 
 conversava in quel testo quasi epistolare. Kitty vede i visitatori del mus
 eo\, fra cui un ladruncolo di nome Peter\, ma loro non vedono lei: perché
  la ragazza diventa visibile solo fuori dalla casa-museo di Anne\, e solo 
 se ha con sé il diario della sua amica perduta. Da quel momento Kitty and
 rà in cerca di Anne\, di cui non conosce il destino\, aiutata da Peter\, 
 e a sua volta aiuterà Ava\, una bambina immigrata che sta per essere cacc
 iata dalla “polizia non tedesca” dalla casa occupata di Amsterdam dove
  si è rifugiata insieme alla sua famiglia.\n\n&nbsp\;\n\n\n
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 o a “IN VIAGGIO” il documentario di Gianfranco Rosi\ndi Arianna Preve
 dello\n\nIl pluripremiato documentarista Gianfranco Rosi (Leone d’oro a 
 Venezia per Sacro GRA nel 2013 e Orso d’oro a Berlino per Fuocoammare 
 nel 2016) ha dedicato un pezzo della sua recente carriera cinematografica 
 al Papa e ai suoi viaggi.\n\nSe l’ha fatto\, va da sé che ha trovato de
 i buoni motivi per stare appresso a Lui e ai materiali di archivio che doc
 umentano questi spostamenti mai improvvisati. Fatta salva la pausa della p
 andemia\, sicuramente quest’ultimi hanno un forte impatto numerico\, com
 e chiarisce il regista fin dai titoli di testa del film (37 viaggi\, 53 pa
 esi\, 9 anni).\n\nPer chi in questi anni ha seguito in qualche modo il pon
 tificato di Jorge Maria Bergoglio\, 85 anni\,  la novità di In viaggio
  non saranno tanto né il dinamismo né i temi che da questo suo osservat
 orio privilegiato il regista ha colto e intrecciato (sua è la sceneggiatu
 ra\; il montaggio di Fabrizio Federico) in un fluire dove si percepisce la
  progressiva scoperta di un  cristiano al centro della storia del nuovo m
 illennio.\nUna nuova Cappella Sistina\nTemi come la solidarietà\, la dign
 ità\, la povertà\, la crisi migratoria e la condanna delle guerre sono d
 a sempre fondamenta del lessico vivido di Francesco\, l’urgenza universa
 le delle parole del papa che un laico come Rosi ha subito intercettato e s
 entito probabilmente in forte connessione con la sua biografia documentari
 stica. Fin qui tutto molto autorevole\, ma non per questo uno sguardo ined
 ito su papa Francesco. Ciò che invece rende unica e preziosa l’opera di
  Rosi è\, piuttosto\, la pazienza di offrirci un affresco del papa e dei 
 suoi itinerari senza la fretta e\, talvolta l’incuria e dispiace dirlo\,
  dei titoli dei giornali\, del web\, dei social. I viaggi\, e in essi i ge
 sti e le parole\, chiedono infatti uno spazio di ricezione che in alcuni c
 asi viene sacrificato in titoli d’effetto\, talvolta anche polemici.\n\n
 Le storture della comunicazione contemporanea non risparmiano nessuno\, ta
 nto meno il papa\, e la genuina partecipazione umana di Francesco\, e di c
 hi lo segue in aereo (sì\, davvero un privilegio)\, si perde più spesso 
 nell’esasperata rapidità editoriale lontana anni luce dalle parafrasi d
 el dolore che il papa abbraccia lungo i suoi viaggi. E\, intendiamoci\, no
 n c’è nulla di retorico in questo discorso\, bensì la reale intuizione
  di Rosi che attraverso il suo documentario affresca una nuova Cappella Si
 stina\, una “teologia visiva” che oggi nell’era contemporanea si esp
 rime (anche) nella potenza umana di Francesco\, capace di innalzare gli ul
 timi – le periferie esistenziali a cui c’ha abituato fin dall’inizio
  del suo pontificato – alla statura di nuovi “Adamo”.\n\nL’empatia
  di papa Francesco: un problema o una risorsa?\nMettendo in parallelo alle
  parole e ai gesti di Francesco\, frammenti di altri documentari (solo in 
 parte di Rosi) dedicati alla storia e ai drammi del popolo che via via Fra
 ncesco incontra\, il regista traduce in termini iconici l’empatia che gu
 ida ogni scelta comunicativa del papa\, sia essa verbale o non verbale. E
 ’ lei invero la grande novità di In viaggio\, la (sciagurata?) empati
 a di Francesco\, più spesso fonte di polemiche che non di ammirazione. Tr
 oppo laica? Oltremodo contemporanea? Scarsamente cristiana?  Eppure\, pro
 prio grazie ad In viaggio\, è possibile rendersi conto di quanto Frances
 co parli ma in realtà sia in ascolto\, quanto scelga le parole come se st
 esse parlando in realtà la sua stessa audience. Francesco è la voce di A
 damo\, la persona della geografia che sta incontrando.\n\nFrancesco si off
 re come mediazione autentica dell’umanità\, come corpo di Cristo che ra
 ccoglie su di sé le sofferenze della terra\, da Oriente ad Occidente\, da
  Nord a Sud senza distinzioni di religioni\, di appartenenze o di etnie. N
 on si mette in viaggio per proselitismo\, sul quale è anche molto critico
 \, ma per curare le ferite di un popolo che dopo paziente riflessione\, co
 nsiglio e preghiera ha scelto di andare ad incontrare. E’ un viaggio che
  sgorga dall’intimo del suo discernimento. Scremando tra l’esuberanza 
 degli archivi\, nei diversi temi che Rosi porta a galla – tutti davvero 
 indirizzati a sognare e costruire un mondo più giusto – si coglie sempr
 e trasversale la serietà del papa per la migranza spirituale\, intellettu
 ale e fisica. In viaggio documenta quanto il papa non dia per scontato v
 iaggiare\, quanto non si sottometta a priori all’industria della visita 
 pastorale (rischio ad ogni livello ecclesiastico che qui si rivolge ad un 
 contesto universale).\nCONTINUA A LEGGERE DAL SITO SALE DELLA COMUNITA\n(s
 carica il Pdf)
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LOCATION:Cineteatro Buonarroti\, Via Buonarroti 13B\, Civitavecchia\, RM\, 
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SUMMARY:IN VIAGGIO
DESCRIPTION:MERCOLEDì 12 OTTOBRE - ore 18\,30\n&nbsp\;\nRiflessioni attorn
 o a “IN VIAGGIO” il documentario di Gianfranco Rosi\ndi Arianna Preve
 dello\n\nIl pluripremiato documentarista Gianfranco Rosi (Leone d’oro a 
 Venezia per Sacro GRA nel 2013 e Orso d’oro a Berlino per Fuocoammare 
 nel 2016) ha dedicato un pezzo della sua recente carriera cinematografica 
 al Papa e ai suoi viaggi.\n\nSe l’ha fatto\, va da sé che ha trovato de
 i buoni motivi per stare appresso a Lui e ai materiali di archivio che doc
 umentano questi spostamenti mai improvvisati. Fatta salva la pausa della p
 andemia\, sicuramente quest’ultimi hanno un forte impatto numerico\, com
 e chiarisce il regista fin dai titoli di testa del film (37 viaggi\, 53 pa
 esi\, 9 anni).\n\nPer chi in questi anni ha seguito in qualche modo il pon
 tificato di Jorge Maria Bergoglio\, 85 anni\,  la novità di In viaggio
  non saranno tanto né il dinamismo né i temi che da questo suo osservat
 orio privilegiato il regista ha colto e intrecciato (sua è la sceneggiatu
 ra\; il montaggio di Fabrizio Federico) in un fluire dove si percepisce la
  progressiva scoperta di un  cristiano al centro della storia del nuovo m
 illennio.\nUna nuova Cappella Sistina\nTemi come la solidarietà\, la dign
 ità\, la povertà\, la crisi migratoria e la condanna delle guerre sono d
 a sempre fondamenta del lessico vivido di Francesco\, l’urgenza universa
 le delle parole del papa che un laico come Rosi ha subito intercettato e s
 entito probabilmente in forte connessione con la sua biografia documentari
 stica. Fin qui tutto molto autorevole\, ma non per questo uno sguardo ined
 ito su papa Francesco. Ciò che invece rende unica e preziosa l’opera di
  Rosi è\, piuttosto\, la pazienza di offrirci un affresco del papa e dei 
 suoi itinerari senza la fretta e\, talvolta l’incuria e dispiace dirlo\,
  dei titoli dei giornali\, del web\, dei social. I viaggi\, e in essi i ge
 sti e le parole\, chiedono infatti uno spazio di ricezione che in alcuni c
 asi viene sacrificato in titoli d’effetto\, talvolta anche polemici.\n\n
 Le storture della comunicazione contemporanea non risparmiano nessuno\, ta
 nto meno il papa\, e la genuina partecipazione umana di Francesco\, e di c
 hi lo segue in aereo (sì\, davvero un privilegio)\, si perde più spesso 
 nell’esasperata rapidità editoriale lontana anni luce dalle parafrasi d
 el dolore che il papa abbraccia lungo i suoi viaggi. E\, intendiamoci\, no
 n c’è nulla di retorico in questo discorso\, bensì la reale intuizione
  di Rosi che attraverso il suo documentario affresca una nuova Cappella Si
 stina\, una “teologia visiva” che oggi nell’era contemporanea si esp
 rime (anche) nella potenza umana di Francesco\, capace di innalzare gli ul
 timi – le periferie esistenziali a cui c’ha abituato fin dall’inizio
  del suo pontificato – alla statura di nuovi “Adamo”.\n\nL’empatia
  di papa Francesco: un problema o una risorsa?\nMettendo in parallelo alle
  parole e ai gesti di Francesco\, frammenti di altri documentari (solo in 
 parte di Rosi) dedicati alla storia e ai drammi del popolo che via via Fra
 ncesco incontra\, il regista traduce in termini iconici l’empatia che gu
 ida ogni scelta comunicativa del papa\, sia essa verbale o non verbale. E
 ’ lei invero la grande novità di In viaggio\, la (sciagurata?) empati
 a di Francesco\, più spesso fonte di polemiche che non di ammirazione. Tr
 oppo laica? Oltremodo contemporanea? Scarsamente cristiana?  Eppure\, pro
 prio grazie ad In viaggio\, è possibile rendersi conto di quanto Frances
 co parli ma in realtà sia in ascolto\, quanto scelga le parole come se st
 esse parlando in realtà la sua stessa audience. Francesco è la voce di A
 damo\, la persona della geografia che sta incontrando.\n\nFrancesco si off
 re come mediazione autentica dell’umanità\, come corpo di Cristo che ra
 ccoglie su di sé le sofferenze della terra\, da Oriente ad Occidente\, da
  Nord a Sud senza distinzioni di religioni\, di appartenenze o di etnie. N
 on si mette in viaggio per proselitismo\, sul quale è anche molto critico
 \, ma per curare le ferite di un popolo che dopo paziente riflessione\, co
 nsiglio e preghiera ha scelto di andare ad incontrare. E’ un viaggio che
  sgorga dall’intimo del suo discernimento. Scremando tra l’esuberanza 
 degli archivi\, nei diversi temi che Rosi porta a galla – tutti davvero 
 indirizzati a sognare e costruire un mondo più giusto – si coglie sempr
 e trasversale la serietà del papa per la migranza spirituale\, intellettu
 ale e fisica. In viaggio documenta quanto il papa non dia per scontato v
 iaggiare\, quanto non si sottometta a priori all’industria della visita 
 pastorale (rischio ad ogni livello ecclesiastico che qui si rivolge ad un 
 contesto universale).\nCONTINUA A LEGGERE DAL SITO SALE DELLA COMUNITA\n(s
 carica il Pdf)
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DESCRIPTION: GIOVEDì 13 OTTOBRE - ore 17\,00\n\nRavenna 1321\, Dante Alig
 hieri muore in esilio. Firenze\, 1350\, Giovanni Boccaccio è incaricato d
 alla Compagnia di Orsanmichele di portare a suor Beatrice\, la figlia di D
 ante monaca nel Convento di Santo Stefano degli Ulivi a Ravenna\, un risar
 cimento simbolico di 10 fiorini d’oro. Il lungo viaggio sulle orme del S
 ommo poeta sarà l’occasione per ripercorrerne la vita.\n\n\nValutazione
  Pastorale\nIl 2021 è stato l’anno di Dante\, ricordato a 700 anni dall
 a morte con moltissime iniziative culturali in tutt’Italia. E su questa 
 scia si può ricondurre l’ultima fatica cinematografica di Pupi Avati\, 
 “Dante”\, film di cui scrive anche la sceneggiatura\, trasposizione pr
 essoché integrale del proprio romanzo “L’alta fantasia” (ed. Solfer
 ino\, 2021). La storia. Nella notte del 14 settembre del 1321\, in esilio 
 a Ravenna\, Dante muore. Trent’anni dopo\, nel 1350\, Giovanni Boccaccio
  – grande ammiratore del poeta e suo primo biografo (“Trattatello in l
 ode di Dante” scritto a più riprese tra il 1351 e il 1366) – è incar
 icato dalla Compagnia di Orsanmichele di portare a suor Beatrice\, la figl
 ia di Dante monaca nel Convento di Santo Stefano degli Ulivi a Ravenna\, u
 n risarcimento simbolico di 10 fiorini d’oro. Sulla via percorsa dallo s
 tesso Alighieri negli anni del sofferto esilio Boccaccio procede tra prese
 nte e passato\, intrecciando sapientemente ricordi e incontri\, riflession
 i e citazioni\, partecipe delle fatiche\, delle privazioni e delle angosce
  patite da Dante. E poi\, finalmente\, l’incontro con suor Beatrice… P
 upi Avati\, classe 1938\, è senza dubbio uno dei più importanti registi 
 e sceneggiatori italiani\, una carriera di oltre 50 anni (il suo primo lun
 gometraggio “Balsamus. L’uomo di Satana” è del 1968)\, di moltissim
 i film e numerosi premi e riconoscimenti. Il regista bolognese mette in gi
 oco tutto il suo indiscusso talento e la sua maestria per svelarci Dante n
 ei suoi tratti più “umani”: il ragazzo tra i vicoli di Firenze\, il p
 rimo incontro con Beatrice e quello scambio di sguardi che gli trafigge il
  cuore\, lo strazio per la morte di lei\, la paura prima della battaglia d
 i Campaldino\, l’amico Cecco Angiolieri\, il matrimonio con Emma Donati\
 , i figli\, i versi immortali\, lo strazio dell’esilio\, l’indigenza e
  la precarietà. Tutto quello che a scuola abbiamo studiato ora ci viene i
 ncontro con una potenza emotiva straordinaria\, complice Boccaccio\, a cui
  un bravissimo Sergio Castellitto dona un’intensità e una dolcezza incr
 edibili. Senza dimenticare l’incanto dei paesaggi\, i borghi\, i castell
 i\, le chiese\, e gli affreschi tra Toscana\, Umbria ed Emilia-Romagna. Da
 vvero di tutto rispetto il cast\, tra gli altri: Alessandro Sperduti (Dant
 e Alighieri)\; Suor Beatrice (Valeria d’Obici)\; l’amata Beatrice (Car
 lotta Gamba)\; Gemma Donati (Ludovica Pedetta)\; la stessa da anziana (Eri
 ka Blanc)\; Alessandro Haber (Abate di Vallombrosa)\; Enrico Lo Verso (Don
 ato degli Albanzani)\; Leopoldo Mastelloni (Bonifacio VIII)\; Gianni Cavin
 a (Piero Giardina) e Romano Reggiani (Guido Cavalcanti). Accurato nella ri
 costruzione storica\, intenso e a tratti struggente il film “Dante” è
  consigliabile\, poetico e adatto per dibattiti.\n\n\nInterpreti e ruoli\n
 Sergio Castellitto (Giovanni Boccaccio)\, Alessandro Sperduti . (Dante)\, 
 Enrico Lo Verso (Donato degli Albanzani)\, Carlotta Gamba (Beatrice)\, Ale
 ssandro Haber (Abate di Vallombrosa)\, Gianni Cavina (Piero Giardina)\, Le
 opoldo Mastelloni (Bonifacio VIII)\, Ludovica Pedetta (Gemma Donati)\, Rom
 ano Reggiani (Guido Cavalcanti)\, Mariano Rigillo (Meneghino Mezzani)\, Va
 leria D'Obici (Suor Beatrice)\, Giulio Pizzirani (Dante anziano)\, Erica B
 lanc (Gemma Donati anziana)\, Milena Vukotich (Rigattiera)\, Cesare Cremon
 ini (Lottieri)\, Filippo Velardi (Bernardino da Polenta)\n\n\nValutazione:
  Consigliabile\, poetico\, Adatto per dibattiti\n\nTematica: Amore-Senti
 menti\, Arte\, Chiesa Cattolica\, Dolore\, Donna\, Fede\, Letteratura\, Po
 litica\, Potere\, Storia\n\nGenere: Biografico - Drammatico\n\nRegia: Pu
 pi Avati\n\nDurata: 94'\n\nAnno di uscita: 2022\n\nNazionalità: Italia
 \n\nTitolo Originale: Dante\n\nDistribuzione: 01 Distribution\n\nSoggett
 o e Sceneggiatura: Pupi Avati\, Giovanni Boccaccio\n\nFotografia: Cesare
  Bastelli\n\nMusiche: Lucio Gregoretti\n\nMontaggio: Ivan Zuccon\n\nProd
 uzione: Duea Film con Rai Cinema e con MG Production\n\n\n\n\n\n\n\n\n
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SUMMARY:Le Buone Stelle
DESCRIPTION:Nella pioggia una donna abbandona un neonato davanti a una “b
 aby box”. Due uomini lo prendono in consegna\, ma sono trafficanti di ba
 mbini. Quando lei torna vorrebbe riprenderlo\, ma poi invece decide di met
 tersi in viaggio con i due per cercare i genitori ideali a cui vendere il 
 piccolo. Ne nasce un on the road surreale in cui il gruppo finisce per tra
 sformarsi in una famiglia per caso. Mentre sono in viaggio all’amorevole
  ricerca di un futuro migliore per il bambino\, due poliziotte si mettono 
 sulle loro tracce\, per coglierli sul fatto\, ma anche per indagare su un 
 misterioso delitto.\n 
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DESCRIPTION:Nella pioggia una donna abbandona un neonato davanti a una “b
 aby box”. Due uomini lo prendono in consegna\, ma sono trafficanti di ba
 mbini. Quando lei torna vorrebbe riprenderlo\, ma poi invece decide di met
 tersi in viaggio con i due per cercare i genitori ideali a cui vendere il 
 piccolo. Ne nasce un on the road surreale in cui il gruppo finisce per tra
 sformarsi in una famiglia per caso. Mentre sono in viaggio all’amorevole
  ricerca di un futuro migliore per il bambino\, due poliziotte si mettono 
 sulle loro tracce\, per coglierli sul fatto\, ma anche per indagare su un 
 misterioso delitto.\n 
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DESCRIPTION: VENERDì 14 OTTOBRE - ore 20\,00 - IL REGISTA PUPI AVATI SAR
 À PRESENTE IN SALA\n\nRavenna 1321\, Dante Alighieri muore in esilio. Fir
 enze\, 1350\, Giovanni Boccaccio è incaricato dalla Compagnia di Orsanmic
 hele di portare a suor Beatrice\, la figlia di Dante monaca nel Convento d
 i Santo Stefano degli Ulivi a Ravenna\, un risarcimento simbolico di 10 fi
 orini d’oro. Il lungo viaggio sulle orme del Sommo poeta sarà l’occas
 ione per ripercorrerne la vita.\n\n\nValutazione Pastorale\nIl 2021 è sta
 to l’anno di Dante\, ricordato a 700 anni dalla morte con moltissime ini
 ziative culturali in tutt’Italia. E su questa scia si può ricondurre l
 ’ultima fatica cinematografica di Pupi Avati\, “Dante”\, film di cui
  scrive anche la sceneggiatura\, trasposizione pressoché integrale del pr
 oprio romanzo “L’alta fantasia” (ed. Solferino\, 2021). La storia. N
 ella notte del 14 settembre del 1321\, in esilio a Ravenna\, Dante muore. 
 Trent’anni dopo\, nel 1350\, Giovanni Boccaccio – grande ammiratore de
 l poeta e suo primo biografo (“Trattatello in lode di Dante” scritto a
  più riprese tra il 1351 e il 1366) – è incaricato dalla Compagnia di 
 Orsanmichele di portare a suor Beatrice\, la figlia di Dante monaca nel Co
 nvento di Santo Stefano degli Ulivi a Ravenna\, un risarcimento simbolico 
 di 10 fiorini d’oro. Sulla via percorsa dallo stesso Alighieri negli ann
 i del sofferto esilio Boccaccio procede tra presente e passato\, intreccia
 ndo sapientemente ricordi e incontri\, riflessioni e citazioni\, partecipe
  delle fatiche\, delle privazioni e delle angosce patite da Dante. E poi\,
  finalmente\, l’incontro con suor Beatrice… Pupi Avati\, classe 1938\,
  è senza dubbio uno dei più importanti registi e sceneggiatori italiani\
 , una carriera di oltre 50 anni (il suo primo lungometraggio “Balsamus. 
 L’uomo di Satana” è del 1968)\, di moltissimi film e numerosi premi e
  riconoscimenti. Il regista bolognese mette in gioco tutto il suo indiscus
 so talento e la sua maestria per svelarci Dante nei suoi tratti più “um
 ani”: il ragazzo tra i vicoli di Firenze\, il primo incontro con Beatric
 e e quello scambio di sguardi che gli trafigge il cuore\, lo strazio per l
 a morte di lei\, la paura prima della battaglia di Campaldino\, l’amico 
 Cecco Angiolieri\, il matrimonio con Emma Donati\, i figli\, i versi immor
 tali\, lo strazio dell’esilio\, l’indigenza e la precarietà. Tutto qu
 ello che a scuola abbiamo studiato ora ci viene incontro con una potenza e
 motiva straordinaria\, complice Boccaccio\, a cui un bravissimo Sergio Cas
 tellitto dona un’intensità e una dolcezza incredibili. Senza dimenticar
 e l’incanto dei paesaggi\, i borghi\, i castelli\, le chiese\, e gli aff
 reschi tra Toscana\, Umbria ed Emilia-Romagna. Davvero di tutto rispetto i
 l cast\, tra gli altri: Alessandro Sperduti (Dante Alighieri)\; Suor Beatr
 ice (Valeria d’Obici)\; l’amata Beatrice (Carlotta Gamba)\; Gemma Dona
 ti (Ludovica Pedetta)\; la stessa da anziana (Erika Blanc)\; Alessandro Ha
 ber (Abate di Vallombrosa)\; Enrico Lo Verso (Donato degli Albanzani)\; Le
 opoldo Mastelloni (Bonifacio VIII)\; Gianni Cavina (Piero Giardina) e Roma
 no Reggiani (Guido Cavalcanti). Accurato nella ricostruzione storica\, int
 enso e a tratti struggente il film “Dante” è consigliabile\, poetico 
 e adatto per dibattiti.\n\n\nInterpreti e ruoli\nSergio Castellitto (Giova
 nni Boccaccio)\, Alessandro Sperduti . (Dante)\, Enrico Lo Verso (Donato d
 egli Albanzani)\, Carlotta Gamba (Beatrice)\, Alessandro Haber (Abate di V
 allombrosa)\, Gianni Cavina (Piero Giardina)\, Leopoldo Mastelloni (Bonifa
 cio VIII)\, Ludovica Pedetta (Gemma Donati)\, Romano Reggiani (Guido Caval
 canti)\, Mariano Rigillo (Meneghino Mezzani)\, Valeria D'Obici (Suor Beatr
 ice)\, Giulio Pizzirani (Dante anziano)\, Erica Blanc (Gemma Donati anzian
 a)\, Milena Vukotich (Rigattiera)\, Cesare Cremonini (Lottieri)\, Filippo 
 Velardi (Bernardino da Polenta)\n\n\nValutazione: Consigliabile\, poetico
 \, Adatto per dibattiti\n\nTematica: Amore-Sentimenti\, Arte\, Chiesa Cat
 tolica\, Dolore\, Donna\, Fede\, Letteratura\, Politica\, Potere\, Storia\
 n\nGenere: Biografico - Drammatico\n\nRegia: Pupi Avati\n\nDurata: 94'\
 n\nAnno di uscita: 2022\n\nNazionalità: Italia\n\nTitolo Originale: Da
 nte\n\nDistribuzione: 01 Distribution\n\nSoggetto e Sceneggiatura: Pupi 
 Avati\, Giovanni Boccaccio\n\nFotografia: Cesare Bastelli\n\nMusiche: Lu
 cio Gregoretti\n\nMontaggio: Ivan Zuccon\n\nProduzione: Duea Film con Ra
 i Cinema e con MG Production\n\n\n\n\n\n\n\n\n
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DESCRIPTION:Nella pioggia una donna abbandona un neonato davanti a una “b
 aby box”. Due uomini lo prendono in consegna\, ma sono trafficanti di ba
 mbini. Quando lei torna vorrebbe riprenderlo\, ma poi invece decide di met
 tersi in viaggio con i due per cercare i genitori ideali a cui vendere il 
 piccolo. Ne nasce un on the road surreale in cui il gruppo finisce per tra
 sformarsi in una famiglia per caso. Mentre sono in viaggio all’amorevole
  ricerca di un futuro migliore per il bambino\, due poliziotte si mettono 
 sulle loro tracce\, per coglierli sul fatto\, ma anche per indagare su un 
 misterioso delitto.\n 
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DESCRIPTION: SABATO 15 OTTOBRE - ore 19\,15\n\nRavenna 1321\, Dante Alighi
 eri muore in esilio. Firenze\, 1350\, Giovanni Boccaccio è incaricato dal
 la Compagnia di Orsanmichele di portare a suor Beatrice\, la figlia di Dan
 te monaca nel Convento di Santo Stefano degli Ulivi a Ravenna\, un risarci
 mento simbolico di 10 fiorini d’oro. Il lungo viaggio sulle orme del Som
 mo poeta sarà l’occasione per ripercorrerne la vita.\n\n\nValutazione P
 astorale\nIl 2021 è stato l’anno di Dante\, ricordato a 700 anni dalla 
 morte con moltissime iniziative culturali in tutt’Italia. E su questa sc
 ia si può ricondurre l’ultima fatica cinematografica di Pupi Avati\, 
 “Dante”\, film di cui scrive anche la sceneggiatura\, trasposizione pr
 essoché integrale del proprio romanzo “L’alta fantasia” (ed. Solfer
 ino\, 2021). La storia. Nella notte del 14 settembre del 1321\, in esilio 
 a Ravenna\, Dante muore. Trent’anni dopo\, nel 1350\, Giovanni Boccaccio
  – grande ammiratore del poeta e suo primo biografo (“Trattatello in l
 ode di Dante” scritto a più riprese tra il 1351 e il 1366) – è incar
 icato dalla Compagnia di Orsanmichele di portare a suor Beatrice\, la figl
 ia di Dante monaca nel Convento di Santo Stefano degli Ulivi a Ravenna\, u
 n risarcimento simbolico di 10 fiorini d’oro. Sulla via percorsa dallo s
 tesso Alighieri negli anni del sofferto esilio Boccaccio procede tra prese
 nte e passato\, intrecciando sapientemente ricordi e incontri\, riflession
 i e citazioni\, partecipe delle fatiche\, delle privazioni e delle angosce
  patite da Dante. E poi\, finalmente\, l’incontro con suor Beatrice… P
 upi Avati\, classe 1938\, è senza dubbio uno dei più importanti registi 
 e sceneggiatori italiani\, una carriera di oltre 50 anni (il suo primo lun
 gometraggio “Balsamus. L’uomo di Satana” è del 1968)\, di moltissim
 i film e numerosi premi e riconoscimenti. Il regista bolognese mette in gi
 oco tutto il suo indiscusso talento e la sua maestria per svelarci Dante n
 ei suoi tratti più “umani”: il ragazzo tra i vicoli di Firenze\, il p
 rimo incontro con Beatrice e quello scambio di sguardi che gli trafigge il
  cuore\, lo strazio per la morte di lei\, la paura prima della battaglia d
 i Campaldino\, l’amico Cecco Angiolieri\, il matrimonio con Emma Donati\
 , i figli\, i versi immortali\, lo strazio dell’esilio\, l’indigenza e
  la precarietà. Tutto quello che a scuola abbiamo studiato ora ci viene i
 ncontro con una potenza emotiva straordinaria\, complice Boccaccio\, a cui
  un bravissimo Sergio Castellitto dona un’intensità e una dolcezza incr
 edibili. Senza dimenticare l’incanto dei paesaggi\, i borghi\, i castell
 i\, le chiese\, e gli affreschi tra Toscana\, Umbria ed Emilia-Romagna. Da
 vvero di tutto rispetto il cast\, tra gli altri: Alessandro Sperduti (Dant
 e Alighieri)\; Suor Beatrice (Valeria d’Obici)\; l’amata Beatrice (Car
 lotta Gamba)\; Gemma Donati (Ludovica Pedetta)\; la stessa da anziana (Eri
 ka Blanc)\; Alessandro Haber (Abate di Vallombrosa)\; Enrico Lo Verso (Don
 ato degli Albanzani)\; Leopoldo Mastelloni (Bonifacio VIII)\; Gianni Cavin
 a (Piero Giardina) e Romano Reggiani (Guido Cavalcanti). Accurato nella ri
 costruzione storica\, intenso e a tratti struggente il film “Dante” è
  consigliabile\, poetico e adatto per dibattiti.\n\n\nInterpreti e ruoli\n
 Sergio Castellitto (Giovanni Boccaccio)\, Alessandro Sperduti . (Dante)\, 
 Enrico Lo Verso (Donato degli Albanzani)\, Carlotta Gamba (Beatrice)\, Ale
 ssandro Haber (Abate di Vallombrosa)\, Gianni Cavina (Piero Giardina)\, Le
 opoldo Mastelloni (Bonifacio VIII)\, Ludovica Pedetta (Gemma Donati)\, Rom
 ano Reggiani (Guido Cavalcanti)\, Mariano Rigillo (Meneghino Mezzani)\, Va
 leria D'Obici (Suor Beatrice)\, Giulio Pizzirani (Dante anziano)\, Erica B
 lanc (Gemma Donati anziana)\, Milena Vukotich (Rigattiera)\, Cesare Cremon
 ini (Lottieri)\, Filippo Velardi (Bernardino da Polenta)\n\n\nValutazione:
  Consigliabile\, poetico\, Adatto per dibattiti\n\nTematica: Amore-Senti
 menti\, Arte\, Chiesa Cattolica\, Dolore\, Donna\, Fede\, Letteratura\, Po
 litica\, Potere\, Storia\n\nGenere: Biografico - Drammatico\n\nRegia: Pu
 pi Avati\n\nDurata: 94'\n\nAnno di uscita: 2022\n\nNazionalità: Italia
 \n\nTitolo Originale: Dante\n\nDistribuzione: 01 Distribution\n\nSoggett
 o e Sceneggiatura: Pupi Avati\, Giovanni Boccaccio\n\nFotografia: Cesare
  Bastelli\n\nMusiche: Lucio Gregoretti\n\nMontaggio: Ivan Zuccon\n\nProd
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 aby box”. Due uomini lo prendono in consegna\, ma sono trafficanti di ba
 mbini. Quando lei torna vorrebbe riprenderlo\, ma poi invece decide di met
 tersi in viaggio con i due per cercare i genitori ideali a cui vendere il 
 piccolo. Ne nasce un on the road surreale in cui il gruppo finisce per tra
 sformarsi in una famiglia per caso. Mentre sono in viaggio all’amorevole
  ricerca di un futuro migliore per il bambino\, due poliziotte si mettono 
 sulle loro tracce\, per coglierli sul fatto\, ma anche per indagare su un 
 misterioso delitto.\n 
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 hieri muore in esilio. Firenze\, 1350\, Giovanni Boccaccio è incaricato d
 alla Compagnia di Orsanmichele di portare a suor Beatrice\, la figlia di D
 ante monaca nel Convento di Santo Stefano degli Ulivi a Ravenna\, un risar
 cimento simbolico di 10 fiorini d’oro. Il lungo viaggio sulle orme del S
 ommo poeta sarà l’occasione per ripercorrerne la vita.\n\n\nValutazione
  Pastorale\nIl 2021 è stato l’anno di Dante\, ricordato a 700 anni dall
 a morte con moltissime iniziative culturali in tutt’Italia. E su questa 
 scia si può ricondurre l’ultima fatica cinematografica di Pupi Avati\, 
 “Dante”\, film di cui scrive anche la sceneggiatura\, trasposizione pr
 essoché integrale del proprio romanzo “L’alta fantasia” (ed. Solfer
 ino\, 2021). La storia. Nella notte del 14 settembre del 1321\, in esilio 
 a Ravenna\, Dante muore. Trent’anni dopo\, nel 1350\, Giovanni Boccaccio
  – grande ammiratore del poeta e suo primo biografo (“Trattatello in l
 ode di Dante” scritto a più riprese tra il 1351 e il 1366) – è incar
 icato dalla Compagnia di Orsanmichele di portare a suor Beatrice\, la figl
 ia di Dante monaca nel Convento di Santo Stefano degli Ulivi a Ravenna\, u
 n risarcimento simbolico di 10 fiorini d’oro. Sulla via percorsa dallo s
 tesso Alighieri negli anni del sofferto esilio Boccaccio procede tra prese
 nte e passato\, intrecciando sapientemente ricordi e incontri\, riflession
 i e citazioni\, partecipe delle fatiche\, delle privazioni e delle angosce
  patite da Dante. E poi\, finalmente\, l’incontro con suor Beatrice… P
 upi Avati\, classe 1938\, è senza dubbio uno dei più importanti registi 
 e sceneggiatori italiani\, una carriera di oltre 50 anni (il suo primo lun
 gometraggio “Balsamus. L’uomo di Satana” è del 1968)\, di moltissim
 i film e numerosi premi e riconoscimenti. Il regista bolognese mette in gi
 oco tutto il suo indiscusso talento e la sua maestria per svelarci Dante n
 ei suoi tratti più “umani”: il ragazzo tra i vicoli di Firenze\, il p
 rimo incontro con Beatrice e quello scambio di sguardi che gli trafigge il
  cuore\, lo strazio per la morte di lei\, la paura prima della battaglia d
 i Campaldino\, l’amico Cecco Angiolieri\, il matrimonio con Emma Donati\
 , i figli\, i versi immortali\, lo strazio dell’esilio\, l’indigenza e
  la precarietà. Tutto quello che a scuola abbiamo studiato ora ci viene i
 ncontro con una potenza emotiva straordinaria\, complice Boccaccio\, a cui
  un bravissimo Sergio Castellitto dona un’intensità e una dolcezza incr
 edibili. Senza dimenticare l’incanto dei paesaggi\, i borghi\, i castell
 i\, le chiese\, e gli affreschi tra Toscana\, Umbria ed Emilia-Romagna. Da
 vvero di tutto rispetto il cast\, tra gli altri: Alessandro Sperduti (Dant
 e Alighieri)\; Suor Beatrice (Valeria d’Obici)\; l’amata Beatrice (Car
 lotta Gamba)\; Gemma Donati (Ludovica Pedetta)\; la stessa da anziana (Eri
 ka Blanc)\; Alessandro Haber (Abate di Vallombrosa)\; Enrico Lo Verso (Don
 ato degli Albanzani)\; Leopoldo Mastelloni (Bonifacio VIII)\; Gianni Cavin
 a (Piero Giardina) e Romano Reggiani (Guido Cavalcanti). Accurato nella ri
 costruzione storica\, intenso e a tratti struggente il film “Dante” è
  consigliabile\, poetico e adatto per dibattiti.\n\n\nInterpreti e ruoli\n
 Sergio Castellitto (Giovanni Boccaccio)\, Alessandro Sperduti . (Dante)\, 
 Enrico Lo Verso (Donato degli Albanzani)\, Carlotta Gamba (Beatrice)\, Ale
 ssandro Haber (Abate di Vallombrosa)\, Gianni Cavina (Piero Giardina)\, Le
 opoldo Mastelloni (Bonifacio VIII)\, Ludovica Pedetta (Gemma Donati)\, Rom
 ano Reggiani (Guido Cavalcanti)\, Mariano Rigillo (Meneghino Mezzani)\, Va
 leria D'Obici (Suor Beatrice)\, Giulio Pizzirani (Dante anziano)\, Erica B
 lanc (Gemma Donati anziana)\, Milena Vukotich (Rigattiera)\, Cesare Cremon
 ini (Lottieri)\, Filippo Velardi (Bernardino da Polenta)\n\n\nValutazione:
  Consigliabile\, poetico\, Adatto per dibattiti\n\nTematica: Amore-Senti
 menti\, Arte\, Chiesa Cattolica\, Dolore\, Donna\, Fede\, Letteratura\, Po
 litica\, Potere\, Storia\n\nGenere: Biografico - Drammatico\n\nRegia: Pu
 pi Avati\n\nDurata: 94'\n\nAnno di uscita: 2022\n\nNazionalità: Italia
 \n\nTitolo Originale: Dante\n\nDistribuzione: 01 Distribution\n\nSoggett
 o e Sceneggiatura: Pupi Avati\, Giovanni Boccaccio\n\nFotografia: Cesare
  Bastelli\n\nMusiche: Lucio Gregoretti\n\nMontaggio: Ivan Zuccon\n\nProd
 uzione: Duea Film con Rai Cinema e con MG Production\n\n\n\n\n\n\n\n\n
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SUMMARY:Le Buone Stelle
DESCRIPTION:Nella pioggia una donna abbandona un neonato davanti a una “b
 aby box”. Due uomini lo prendono in consegna\, ma sono trafficanti di ba
 mbini. Quando lei torna vorrebbe riprenderlo\, ma poi invece decide di met
 tersi in viaggio con i due per cercare i genitori ideali a cui vendere il 
 piccolo. Ne nasce un on the road surreale in cui il gruppo finisce per tra
 sformarsi in una famiglia per caso. Mentre sono in viaggio all’amorevole
  ricerca di un futuro migliore per il bambino\, due poliziotte si mettono 
 sulle loro tracce\, per coglierli sul fatto\, ma anche per indagare su un 
 misterioso delitto.\n 
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DESCRIPTION: DOMENICA 16 OTTOBRE - ore 21\,15\n\nRavenna 1321\, Dante Alig
 hieri muore in esilio. Firenze\, 1350\, Giovanni Boccaccio è incaricato d
 alla Compagnia di Orsanmichele di portare a suor Beatrice\, la figlia di D
 ante monaca nel Convento di Santo Stefano degli Ulivi a Ravenna\, un risar
 cimento simbolico di 10 fiorini d’oro. Il lungo viaggio sulle orme del S
 ommo poeta sarà l’occasione per ripercorrerne la vita.\n\n\nValutazione
  Pastorale\nIl 2021 è stato l’anno di Dante\, ricordato a 700 anni dall
 a morte con moltissime iniziative culturali in tutt’Italia. E su questa 
 scia si può ricondurre l’ultima fatica cinematografica di Pupi Avati\, 
 “Dante”\, film di cui scrive anche la sceneggiatura\, trasposizione pr
 essoché integrale del proprio romanzo “L’alta fantasia” (ed. Solfer
 ino\, 2021). La storia. Nella notte del 14 settembre del 1321\, in esilio 
 a Ravenna\, Dante muore. Trent’anni dopo\, nel 1350\, Giovanni Boccaccio
  – grande ammiratore del poeta e suo primo biografo (“Trattatello in l
 ode di Dante” scritto a più riprese tra il 1351 e il 1366) – è incar
 icato dalla Compagnia di Orsanmichele di portare a suor Beatrice\, la figl
 ia di Dante monaca nel Convento di Santo Stefano degli Ulivi a Ravenna\, u
 n risarcimento simbolico di 10 fiorini d’oro. Sulla via percorsa dallo s
 tesso Alighieri negli anni del sofferto esilio Boccaccio procede tra prese
 nte e passato\, intrecciando sapientemente ricordi e incontri\, riflession
 i e citazioni\, partecipe delle fatiche\, delle privazioni e delle angosce
  patite da Dante. E poi\, finalmente\, l’incontro con suor Beatrice… P
 upi Avati\, classe 1938\, è senza dubbio uno dei più importanti registi 
 e sceneggiatori italiani\, una carriera di oltre 50 anni (il suo primo lun
 gometraggio “Balsamus. L’uomo di Satana” è del 1968)\, di moltissim
 i film e numerosi premi e riconoscimenti. Il regista bolognese mette in gi
 oco tutto il suo indiscusso talento e la sua maestria per svelarci Dante n
 ei suoi tratti più “umani”: il ragazzo tra i vicoli di Firenze\, il p
 rimo incontro con Beatrice e quello scambio di sguardi che gli trafigge il
  cuore\, lo strazio per la morte di lei\, la paura prima della battaglia d
 i Campaldino\, l’amico Cecco Angiolieri\, il matrimonio con Emma Donati\
 , i figli\, i versi immortali\, lo strazio dell’esilio\, l’indigenza e
  la precarietà. Tutto quello che a scuola abbiamo studiato ora ci viene i
 ncontro con una potenza emotiva straordinaria\, complice Boccaccio\, a cui
  un bravissimo Sergio Castellitto dona un’intensità e una dolcezza incr
 edibili. Senza dimenticare l’incanto dei paesaggi\, i borghi\, i castell
 i\, le chiese\, e gli affreschi tra Toscana\, Umbria ed Emilia-Romagna. Da
 vvero di tutto rispetto il cast\, tra gli altri: Alessandro Sperduti (Dant
 e Alighieri)\; Suor Beatrice (Valeria d’Obici)\; l’amata Beatrice (Car
 lotta Gamba)\; Gemma Donati (Ludovica Pedetta)\; la stessa da anziana (Eri
 ka Blanc)\; Alessandro Haber (Abate di Vallombrosa)\; Enrico Lo Verso (Don
 ato degli Albanzani)\; Leopoldo Mastelloni (Bonifacio VIII)\; Gianni Cavin
 a (Piero Giardina) e Romano Reggiani (Guido Cavalcanti). Accurato nella ri
 costruzione storica\, intenso e a tratti struggente il film “Dante” è
  consigliabile\, poetico e adatto per dibattiti.\n\n\nInterpreti e ruoli\n
 Sergio Castellitto (Giovanni Boccaccio)\, Alessandro Sperduti . (Dante)\, 
 Enrico Lo Verso (Donato degli Albanzani)\, Carlotta Gamba (Beatrice)\, Ale
 ssandro Haber (Abate di Vallombrosa)\, Gianni Cavina (Piero Giardina)\, Le
 opoldo Mastelloni (Bonifacio VIII)\, Ludovica Pedetta (Gemma Donati)\, Rom
 ano Reggiani (Guido Cavalcanti)\, Mariano Rigillo (Meneghino Mezzani)\, Va
 leria D'Obici (Suor Beatrice)\, Giulio Pizzirani (Dante anziano)\, Erica B
 lanc (Gemma Donati anziana)\, Milena Vukotich (Rigattiera)\, Cesare Cremon
 ini (Lottieri)\, Filippo Velardi (Bernardino da Polenta)\n\n\nValutazione:
  Consigliabile\, poetico\, Adatto per dibattiti\n\nTematica: Amore-Senti
 menti\, Arte\, Chiesa Cattolica\, Dolore\, Donna\, Fede\, Letteratura\, Po
 litica\, Potere\, Storia\n\nGenere: Biografico - Drammatico\n\nRegia: Pu
 pi Avati\n\nDurata: 94'\n\nAnno di uscita: 2022\n\nNazionalità: Italia
 \n\nTitolo Originale: Dante\n\nDistribuzione: 01 Distribution\n\nSoggett
 o e Sceneggiatura: Pupi Avati\, Giovanni Boccaccio\n\nFotografia: Cesare
  Bastelli\n\nMusiche: Lucio Gregoretti\n\nMontaggio: Ivan Zuccon\n\nProd
 uzione: Duea Film con Rai Cinema e con MG Production\n\n\n\n\n\n\n\n\n
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 tersi in viaggio con i due per cercare i genitori ideali a cui vendere il 
 piccolo. Ne nasce un on the road surreale in cui il gruppo finisce per tra
 sformarsi in una famiglia per caso. Mentre sono in viaggio all’amorevole
  ricerca di un futuro migliore per il bambino\, due poliziotte si mettono 
 sulle loro tracce\, per coglierli sul fatto\, ma anche per indagare su un 
 misterioso delitto.\n 
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DESCRIPTION: MARTEDÌ 18 OTTOBRE - ore 19\,15\n\nRavenna 1321\, Dante Alig
 hieri muore in esilio. Firenze\, 1350\, Giovanni Boccaccio è incaricato d
 alla Compagnia di Orsanmichele di portare a suor Beatrice\, la figlia di D
 ante monaca nel Convento di Santo Stefano degli Ulivi a Ravenna\, un risar
 cimento simbolico di 10 fiorini d’oro. Il lungo viaggio sulle orme del S
 ommo poeta sarà l’occasione per ripercorrerne la vita.\n\n\nValutazione
  Pastorale\nIl 2021 è stato l’anno di Dante\, ricordato a 700 anni dall
 a morte con moltissime iniziative culturali in tutt’Italia. E su questa 
 scia si può ricondurre l’ultima fatica cinematografica di Pupi Avati\, 
 “Dante”\, film di cui scrive anche la sceneggiatura\, trasposizione pr
 essoché integrale del proprio romanzo “L’alta fantasia” (ed. Solfer
 ino\, 2021). La storia. Nella notte del 14 settembre del 1321\, in esilio 
 a Ravenna\, Dante muore. Trent’anni dopo\, nel 1350\, Giovanni Boccaccio
  – grande ammiratore del poeta e suo primo biografo (“Trattatello in l
 ode di Dante” scritto a più riprese tra il 1351 e il 1366) – è incar
 icato dalla Compagnia di Orsanmichele di portare a suor Beatrice\, la figl
 ia di Dante monaca nel Convento di Santo Stefano degli Ulivi a Ravenna\, u
 n risarcimento simbolico di 10 fiorini d’oro. Sulla via percorsa dallo s
 tesso Alighieri negli anni del sofferto esilio Boccaccio procede tra prese
 nte e passato\, intrecciando sapientemente ricordi e incontri\, riflession
 i e citazioni\, partecipe delle fatiche\, delle privazioni e delle angosce
  patite da Dante. E poi\, finalmente\, l’incontro con suor Beatrice… P
 upi Avati\, classe 1938\, è senza dubbio uno dei più importanti registi 
 e sceneggiatori italiani\, una carriera di oltre 50 anni (il suo primo lun
 gometraggio “Balsamus. L’uomo di Satana” è del 1968)\, di moltissim
 i film e numerosi premi e riconoscimenti. Il regista bolognese mette in gi
 oco tutto il suo indiscusso talento e la sua maestria per svelarci Dante n
 ei suoi tratti più “umani”: il ragazzo tra i vicoli di Firenze\, il p
 rimo incontro con Beatrice e quello scambio di sguardi che gli trafigge il
  cuore\, lo strazio per la morte di lei\, la paura prima della battaglia d
 i Campaldino\, l’amico Cecco Angiolieri\, il matrimonio con Emma Donati\
 , i figli\, i versi immortali\, lo strazio dell’esilio\, l’indigenza e
  la precarietà. Tutto quello che a scuola abbiamo studiato ora ci viene i
 ncontro con una potenza emotiva straordinaria\, complice Boccaccio\, a cui
  un bravissimo Sergio Castellitto dona un’intensità e una dolcezza incr
 edibili. Senza dimenticare l’incanto dei paesaggi\, i borghi\, i castell
 i\, le chiese\, e gli affreschi tra Toscana\, Umbria ed Emilia-Romagna. Da
 vvero di tutto rispetto il cast\, tra gli altri: Alessandro Sperduti (Dant
 e Alighieri)\; Suor Beatrice (Valeria d’Obici)\; l’amata Beatrice (Car
 lotta Gamba)\; Gemma Donati (Ludovica Pedetta)\; la stessa da anziana (Eri
 ka Blanc)\; Alessandro Haber (Abate di Vallombrosa)\; Enrico Lo Verso (Don
 ato degli Albanzani)\; Leopoldo Mastelloni (Bonifacio VIII)\; Gianni Cavin
 a (Piero Giardina) e Romano Reggiani (Guido Cavalcanti). Accurato nella ri
 costruzione storica\, intenso e a tratti struggente il film “Dante” è
  consigliabile\, poetico e adatto per dibattiti.\n\n\nInterpreti e ruoli\n
 Sergio Castellitto (Giovanni Boccaccio)\, Alessandro Sperduti . (Dante)\, 
 Enrico Lo Verso (Donato degli Albanzani)\, Carlotta Gamba (Beatrice)\, Ale
 ssandro Haber (Abate di Vallombrosa)\, Gianni Cavina (Piero Giardina)\, Le
 opoldo Mastelloni (Bonifacio VIII)\, Ludovica Pedetta (Gemma Donati)\, Rom
 ano Reggiani (Guido Cavalcanti)\, Mariano Rigillo (Meneghino Mezzani)\, Va
 leria D'Obici (Suor Beatrice)\, Giulio Pizzirani (Dante anziano)\, Erica B
 lanc (Gemma Donati anziana)\, Milena Vukotich (Rigattiera)\, Cesare Cremon
 ini (Lottieri)\, Filippo Velardi (Bernardino da Polenta)\n\n\nValutazione:
  Consigliabile\, poetico\, Adatto per dibattiti\n\nTematica: Amore-Senti
 menti\, Arte\, Chiesa Cattolica\, Dolore\, Donna\, Fede\, Letteratura\, Po
 litica\, Potere\, Storia\n\nGenere: Biografico - Drammatico\n\nRegia: Pu
 pi Avati\n\nDurata: 94'\n\nAnno di uscita: 2022\n\nNazionalità: Italia
 \n\nTitolo Originale: Dante\n\nDistribuzione: 01 Distribution\n\nSoggett
 o e Sceneggiatura: Pupi Avati\, Giovanni Boccaccio\n\nFotografia: Cesare
  Bastelli\n\nMusiche: Lucio Gregoretti\n\nMontaggio: Ivan Zuccon\n\nProd
 uzione: Duea Film con Rai Cinema e con MG Production\n\n\n\n\n\n\n\n\n
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DESCRIPTION: MERCOLEDÌ 19 OTTOBRE - ore 17\,00\n\nRavenna 1321\, Dante Al
 ighieri muore in esilio. Firenze\, 1350\, Giovanni Boccaccio è incaricato
  dalla Compagnia di Orsanmichele di portare a suor Beatrice\, la figlia di
  Dante monaca nel Convento di Santo Stefano degli Ulivi a Ravenna\, un ris
 arcimento simbolico di 10 fiorini d’oro. Il lungo viaggio sulle orme del
  Sommo poeta sarà l’occasione per ripercorrerne la vita.\n\n\nValutazio
 ne Pastorale\nIl 2021 è stato l’anno di Dante\, ricordato a 700 anni da
 lla morte con moltissime iniziative culturali in tutt’Italia. E su quest
 a scia si può ricondurre l’ultima fatica cinematografica di Pupi Avati\
 , “Dante”\, film di cui scrive anche la sceneggiatura\, trasposizione 
 pressoché integrale del proprio romanzo “L’alta fantasia” (ed. Solf
 erino\, 2021). La storia. Nella notte del 14 settembre del 1321\, in esili
 o a Ravenna\, Dante muore. Trent’anni dopo\, nel 1350\, Giovanni Boccacc
 io – grande ammiratore del poeta e suo primo biografo (“Trattatello in
  lode di Dante” scritto a più riprese tra il 1351 e il 1366) – è inc
 aricato dalla Compagnia di Orsanmichele di portare a suor Beatrice\, la fi
 glia di Dante monaca nel Convento di Santo Stefano degli Ulivi a Ravenna\,
  un risarcimento simbolico di 10 fiorini d’oro. Sulla via percorsa dallo
  stesso Alighieri negli anni del sofferto esilio Boccaccio procede tra pre
 sente e passato\, intrecciando sapientemente ricordi e incontri\, riflessi
 oni e citazioni\, partecipe delle fatiche\, delle privazioni e delle angos
 ce patite da Dante. E poi\, finalmente\, l’incontro con suor Beatrice…
  Pupi Avati\, classe 1938\, è senza dubbio uno dei più importanti regist
 i e sceneggiatori italiani\, una carriera di oltre 50 anni (il suo primo l
 ungometraggio “Balsamus. L’uomo di Satana” è del 1968)\, di moltiss
 imi film e numerosi premi e riconoscimenti. Il regista bolognese mette in 
 gioco tutto il suo indiscusso talento e la sua maestria per svelarci Dante
  nei suoi tratti più “umani”: il ragazzo tra i vicoli di Firenze\, il
  primo incontro con Beatrice e quello scambio di sguardi che gli trafigge 
 il cuore\, lo strazio per la morte di lei\, la paura prima della battaglia
  di Campaldino\, l’amico Cecco Angiolieri\, il matrimonio con Emma Donat
 i\, i figli\, i versi immortali\, lo strazio dell’esilio\, l’indigenza
  e la precarietà. Tutto quello che a scuola abbiamo studiato ora ci viene
  incontro con una potenza emotiva straordinaria\, complice Boccaccio\, a c
 ui un bravissimo Sergio Castellitto dona un’intensità e una dolcezza in
 credibili. Senza dimenticare l’incanto dei paesaggi\, i borghi\, i caste
 lli\, le chiese\, e gli affreschi tra Toscana\, Umbria ed Emilia-Romagna. 
 Davvero di tutto rispetto il cast\, tra gli altri: Alessandro Sperduti (Da
 nte Alighieri)\; Suor Beatrice (Valeria d’Obici)\; l’amata Beatrice (C
 arlotta Gamba)\; Gemma Donati (Ludovica Pedetta)\; la stessa da anziana (E
 rika Blanc)\; Alessandro Haber (Abate di Vallombrosa)\; Enrico Lo Verso (D
 onato degli Albanzani)\; Leopoldo Mastelloni (Bonifacio VIII)\; Gianni Cav
 ina (Piero Giardina) e Romano Reggiani (Guido Cavalcanti). Accurato nella 
 ricostruzione storica\, intenso e a tratti struggente il film “Dante” 
 è consigliabile\, poetico e adatto per dibattiti.\n\n\nInterpreti e ruoli
 \nSergio Castellitto (Giovanni Boccaccio)\, Alessandro Sperduti . (Dante)\
 , Enrico Lo Verso (Donato degli Albanzani)\, Carlotta Gamba (Beatrice)\, A
 lessandro Haber (Abate di Vallombrosa)\, Gianni Cavina (Piero Giardina)\, 
 Leopoldo Mastelloni (Bonifacio VIII)\, Ludovica Pedetta (Gemma Donati)\, R
 omano Reggiani (Guido Cavalcanti)\, Mariano Rigillo (Meneghino Mezzani)\, 
 Valeria D'Obici (Suor Beatrice)\, Giulio Pizzirani (Dante anziano)\, Erica
  Blanc (Gemma Donati anziana)\, Milena Vukotich (Rigattiera)\, Cesare Crem
 onini (Lottieri)\, Filippo Velardi (Bernardino da Polenta)\n\n\nValutazion
 e: Consigliabile\, poetico\, Adatto per dibattiti\n\nTematica: Amore-Sen
 timenti\, Arte\, Chiesa Cattolica\, Dolore\, Donna\, Fede\, Letteratura\, 
 Politica\, Potere\, Storia\n\nGenere: Biografico - Drammatico\n\nRegia: 
 Pupi Avati\n\nDurata: 94'\n\nAnno di uscita: 2022\n\nNazionalità: Ital
 ia\n\nTitolo Originale: Dante\n\nDistribuzione: 01 Distribution\n\nSogge
 tto e Sceneggiatura: Pupi Avati\, Giovanni Boccaccio\n\nFotografia: Cesa
 re Bastelli\n\nMusiche: Lucio Gregoretti\n\nMontaggio: Ivan Zuccon\n\nPr
 oduzione: Duea Film con Rai Cinema e con MG Production\n\n\n\n\n\n\n\n\n
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 tersi in viaggio con i due per cercare i genitori ideali a cui vendere il 
 piccolo. Ne nasce un on the road surreale in cui il gruppo finisce per tra
 sformarsi in una famiglia per caso. Mentre sono in viaggio all’amorevole
  ricerca di un futuro migliore per il bambino\, due poliziotte si mettono 
 sulle loro tracce\, per coglierli sul fatto\, ma anche per indagare su un 
 misterioso delitto.\n 
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DESCRIPTION:TRAMA\n\nAstolfo\, il film diretto da Gianni Di Gregorio\, racc
 onta la storia di un uomo\, Astolfo (Gianni De Gregorio)\, placido pensi
 onato romano\, che viene sfrattato dal suo appartamento e decide di tornar
 e a vivere nella casa di famiglia\, un palazzotto un tempo nobiliare e ogg
 i in sfacelo\, in un paesino dell'Italia centrale.\nTrova un paio di strav
 aganti abusivi che vivono lì\, un sindaco sgradevole e impiccione\, un ve
 cchio amico che si è arricchito. E\, senza volerlo\, senza cercarlo\, tro
 va anche l'amore: Stefania (Stefania Sandrelli)\, una signora vedova che
  il figlio vorrebbe confinare al ruolo di nonna e che invece è piena di v
 oglia di vivere\nSarà l'inizio di una nuova vita\, più travagliata ma an
 che più bella\, più vera\, l’unica che valga la pena di essere vissuta
 .\n\n&nbsp\;
CATEGORIES:Cinema
LOCATION:Cineteatro Buonarroti\, Via Buonarroti 13B\, Civitavecchia\, RM\, 
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DESCRIPTION: MERCOLEDÌ 19 OTTOBRE - ore 17\,00\n\nRavenna 1321\, Dante Al
 ighieri muore in esilio. Firenze\, 1350\, Giovanni Boccaccio è incaricato
  dalla Compagnia di Orsanmichele di portare a suor Beatrice\, la figlia di
  Dante monaca nel Convento di Santo Stefano degli Ulivi a Ravenna\, un ris
 arcimento simbolico di 10 fiorini d’oro. Il lungo viaggio sulle orme del
  Sommo poeta sarà l’occasione per ripercorrerne la vita.\n\n\nValutazio
 ne Pastorale\nIl 2021 è stato l’anno di Dante\, ricordato a 700 anni da
 lla morte con moltissime iniziative culturali in tutt’Italia. E su quest
 a scia si può ricondurre l’ultima fatica cinematografica di Pupi Avati\
 , “Dante”\, film di cui scrive anche la sceneggiatura\, trasposizione 
 pressoché integrale del proprio romanzo “L’alta fantasia” (ed. Solf
 erino\, 2021). La storia. Nella notte del 14 settembre del 1321\, in esili
 o a Ravenna\, Dante muore. Trent’anni dopo\, nel 1350\, Giovanni Boccacc
 io – grande ammiratore del poeta e suo primo biografo (“Trattatello in
  lode di Dante” scritto a più riprese tra il 1351 e il 1366) – è inc
 aricato dalla Compagnia di Orsanmichele di portare a suor Beatrice\, la fi
 glia di Dante monaca nel Convento di Santo Stefano degli Ulivi a Ravenna\,
  un risarcimento simbolico di 10 fiorini d’oro. Sulla via percorsa dallo
  stesso Alighieri negli anni del sofferto esilio Boccaccio procede tra pre
 sente e passato\, intrecciando sapientemente ricordi e incontri\, riflessi
 oni e citazioni\, partecipe delle fatiche\, delle privazioni e delle angos
 ce patite da Dante. E poi\, finalmente\, l’incontro con suor Beatrice…
  Pupi Avati\, classe 1938\, è senza dubbio uno dei più importanti regist
 i e sceneggiatori italiani\, una carriera di oltre 50 anni (il suo primo l
 ungometraggio “Balsamus. L’uomo di Satana” è del 1968)\, di moltiss
 imi film e numerosi premi e riconoscimenti. Il regista bolognese mette in 
 gioco tutto il suo indiscusso talento e la sua maestria per svelarci Dante
  nei suoi tratti più “umani”: il ragazzo tra i vicoli di Firenze\, il
  primo incontro con Beatrice e quello scambio di sguardi che gli trafigge 
 il cuore\, lo strazio per la morte di lei\, la paura prima della battaglia
  di Campaldino\, l’amico Cecco Angiolieri\, il matrimonio con Emma Donat
 i\, i figli\, i versi immortali\, lo strazio dell’esilio\, l’indigenza
  e la precarietà. Tutto quello che a scuola abbiamo studiato ora ci viene
  incontro con una potenza emotiva straordinaria\, complice Boccaccio\, a c
 ui un bravissimo Sergio Castellitto dona un’intensità e una dolcezza in
 credibili. Senza dimenticare l’incanto dei paesaggi\, i borghi\, i caste
 lli\, le chiese\, e gli affreschi tra Toscana\, Umbria ed Emilia-Romagna. 
 Davvero di tutto rispetto il cast\, tra gli altri: Alessandro Sperduti (Da
 nte Alighieri)\; Suor Beatrice (Valeria d’Obici)\; l’amata Beatrice (C
 arlotta Gamba)\; Gemma Donati (Ludovica Pedetta)\; la stessa da anziana (E
 rika Blanc)\; Alessandro Haber (Abate di Vallombrosa)\; Enrico Lo Verso (D
 onato degli Albanzani)\; Leopoldo Mastelloni (Bonifacio VIII)\; Gianni Cav
 ina (Piero Giardina) e Romano Reggiani (Guido Cavalcanti). Accurato nella 
 ricostruzione storica\, intenso e a tratti struggente il film “Dante” 
 è consigliabile\, poetico e adatto per dibattiti.\n\n\nInterpreti e ruoli
 \nSergio Castellitto (Giovanni Boccaccio)\, Alessandro Sperduti . (Dante)\
 , Enrico Lo Verso (Donato degli Albanzani)\, Carlotta Gamba (Beatrice)\, A
 lessandro Haber (Abate di Vallombrosa)\, Gianni Cavina (Piero Giardina)\, 
 Leopoldo Mastelloni (Bonifacio VIII)\, Ludovica Pedetta (Gemma Donati)\, R
 omano Reggiani (Guido Cavalcanti)\, Mariano Rigillo (Meneghino Mezzani)\, 
 Valeria D'Obici (Suor Beatrice)\, Giulio Pizzirani (Dante anziano)\, Erica
  Blanc (Gemma Donati anziana)\, Milena Vukotich (Rigattiera)\, Cesare Crem
 onini (Lottieri)\, Filippo Velardi (Bernardino da Polenta)\n\n\nValutazion
 e: Consigliabile\, poetico\, Adatto per dibattiti\n\nTematica: Amore-Sen
 timenti\, Arte\, Chiesa Cattolica\, Dolore\, Donna\, Fede\, Letteratura\, 
 Politica\, Potere\, Storia\n\nGenere: Biografico - Drammatico\n\nRegia: 
 Pupi Avati\n\nDurata: 94'\n\nAnno di uscita: 2022\n\nNazionalità: Ital
 ia\n\nTitolo Originale: Dante\n\nDistribuzione: 01 Distribution\n\nSogge
 tto e Sceneggiatura: Pupi Avati\, Giovanni Boccaccio\n\nFotografia: Cesa
 re Bastelli\n\nMusiche: Lucio Gregoretti\n\nMontaggio: Ivan Zuccon\n\nPr
 oduzione: Duea Film con Rai Cinema e con MG Production\n\n\n\n\n\n\n\n\n
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DESCRIPTION:TRAMA\n\nAstolfo\, il film diretto da Gianni Di Gregorio\, racc
 onta la storia di un uomo\, Astolfo (Gianni De Gregorio)\, placido pensi
 onato romano\, che viene sfrattato dal suo appartamento e decide di tornar
 e a vivere nella casa di famiglia\, un palazzotto un tempo nobiliare e ogg
 i in sfacelo\, in un paesino dell'Italia centrale.\nTrova un paio di strav
 aganti abusivi che vivono lì\, un sindaco sgradevole e impiccione\, un ve
 cchio amico che si è arricchito. E\, senza volerlo\, senza cercarlo\, tro
 va anche l'amore: Stefania (Stefania Sandrelli)\, una signora vedova che
  il figlio vorrebbe confinare al ruolo di nonna e che invece è piena di v
 oglia di vivere\nSarà l'inizio di una nuova vita\, più travagliata ma an
 che più bella\, più vera\, l’unica che valga la pena di essere vissuta
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DESCRIPTION: MERCOLEDÌ 19 OTTOBRE - ore 17\,00\n\nRavenna 1321\, Dante Al
 ighieri muore in esilio. Firenze\, 1350\, Giovanni Boccaccio è incaricato
  dalla Compagnia di Orsanmichele di portare a suor Beatrice\, la figlia di
  Dante monaca nel Convento di Santo Stefano degli Ulivi a Ravenna\, un ris
 arcimento simbolico di 10 fiorini d’oro. Il lungo viaggio sulle orme del
  Sommo poeta sarà l’occasione per ripercorrerne la vita.\n\n\nValutazio
 ne Pastorale\nIl 2021 è stato l’anno di Dante\, ricordato a 700 anni da
 lla morte con moltissime iniziative culturali in tutt’Italia. E su quest
 a scia si può ricondurre l’ultima fatica cinematografica di Pupi Avati\
 , “Dante”\, film di cui scrive anche la sceneggiatura\, trasposizione 
 pressoché integrale del proprio romanzo “L’alta fantasia” (ed. Solf
 erino\, 2021). La storia. Nella notte del 14 settembre del 1321\, in esili
 o a Ravenna\, Dante muore. Trent’anni dopo\, nel 1350\, Giovanni Boccacc
 io – grande ammiratore del poeta e suo primo biografo (“Trattatello in
  lode di Dante” scritto a più riprese tra il 1351 e il 1366) – è inc
 aricato dalla Compagnia di Orsanmichele di portare a suor Beatrice\, la fi
 glia di Dante monaca nel Convento di Santo Stefano degli Ulivi a Ravenna\,
  un risarcimento simbolico di 10 fiorini d’oro. Sulla via percorsa dallo
  stesso Alighieri negli anni del sofferto esilio Boccaccio procede tra pre
 sente e passato\, intrecciando sapientemente ricordi e incontri\, riflessi
 oni e citazioni\, partecipe delle fatiche\, delle privazioni e delle angos
 ce patite da Dante. E poi\, finalmente\, l’incontro con suor Beatrice…
  Pupi Avati\, classe 1938\, è senza dubbio uno dei più importanti regist
 i e sceneggiatori italiani\, una carriera di oltre 50 anni (il suo primo l
 ungometraggio “Balsamus. L’uomo di Satana” è del 1968)\, di moltiss
 imi film e numerosi premi e riconoscimenti. Il regista bolognese mette in 
 gioco tutto il suo indiscusso talento e la sua maestria per svelarci Dante
  nei suoi tratti più “umani”: il ragazzo tra i vicoli di Firenze\, il
  primo incontro con Beatrice e quello scambio di sguardi che gli trafigge 
 il cuore\, lo strazio per la morte di lei\, la paura prima della battaglia
  di Campaldino\, l’amico Cecco Angiolieri\, il matrimonio con Emma Donat
 i\, i figli\, i versi immortali\, lo strazio dell’esilio\, l’indigenza
  e la precarietà. Tutto quello che a scuola abbiamo studiato ora ci viene
  incontro con una potenza emotiva straordinaria\, complice Boccaccio\, a c
 ui un bravissimo Sergio Castellitto dona un’intensità e una dolcezza in
 credibili. Senza dimenticare l’incanto dei paesaggi\, i borghi\, i caste
 lli\, le chiese\, e gli affreschi tra Toscana\, Umbria ed Emilia-Romagna. 
 Davvero di tutto rispetto il cast\, tra gli altri: Alessandro Sperduti (Da
 nte Alighieri)\; Suor Beatrice (Valeria d’Obici)\; l’amata Beatrice (C
 arlotta Gamba)\; Gemma Donati (Ludovica Pedetta)\; la stessa da anziana (E
 rika Blanc)\; Alessandro Haber (Abate di Vallombrosa)\; Enrico Lo Verso (D
 onato degli Albanzani)\; Leopoldo Mastelloni (Bonifacio VIII)\; Gianni Cav
 ina (Piero Giardina) e Romano Reggiani (Guido Cavalcanti). Accurato nella 
 ricostruzione storica\, intenso e a tratti struggente il film “Dante” 
 è consigliabile\, poetico e adatto per dibattiti.\n\n\nInterpreti e ruoli
 \nSergio Castellitto (Giovanni Boccaccio)\, Alessandro Sperduti . (Dante)\
 , Enrico Lo Verso (Donato degli Albanzani)\, Carlotta Gamba (Beatrice)\, A
 lessandro Haber (Abate di Vallombrosa)\, Gianni Cavina (Piero Giardina)\, 
 Leopoldo Mastelloni (Bonifacio VIII)\, Ludovica Pedetta (Gemma Donati)\, R
 omano Reggiani (Guido Cavalcanti)\, Mariano Rigillo (Meneghino Mezzani)\, 
 Valeria D'Obici (Suor Beatrice)\, Giulio Pizzirani (Dante anziano)\, Erica
  Blanc (Gemma Donati anziana)\, Milena Vukotich (Rigattiera)\, Cesare Crem
 onini (Lottieri)\, Filippo Velardi (Bernardino da Polenta)\n\n\nValutazion
 e: Consigliabile\, poetico\, Adatto per dibattiti\n\nTematica: Amore-Sen
 timenti\, Arte\, Chiesa Cattolica\, Dolore\, Donna\, Fede\, Letteratura\, 
 Politica\, Potere\, Storia\n\nGenere: Biografico - Drammatico\n\nRegia: 
 Pupi Avati\n\nDurata: 94'\n\nAnno di uscita: 2022\n\nNazionalità: Ital
 ia\n\nTitolo Originale: Dante\n\nDistribuzione: 01 Distribution\n\nSogge
 tto e Sceneggiatura: Pupi Avati\, Giovanni Boccaccio\n\nFotografia: Cesa
 re Bastelli\n\nMusiche: Lucio Gregoretti\n\nMontaggio: Ivan Zuccon\n\nPr
 oduzione: Duea Film con Rai Cinema e con MG Production\n\n\n\n\n\n\n\n\n
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DESCRIPTION:TRAMA\n\nAstolfo\, il film diretto da Gianni Di Gregorio\, racc
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 onato romano\, che viene sfrattato dal suo appartamento e decide di tornar
 e a vivere nella casa di famiglia\, un palazzotto un tempo nobiliare e ogg
 i in sfacelo\, in un paesino dell'Italia centrale.\nTrova un paio di strav
 aganti abusivi che vivono lì\, un sindaco sgradevole e impiccione\, un ve
 cchio amico che si è arricchito. E\, senza volerlo\, senza cercarlo\, tro
 va anche l'amore: Stefania (Stefania Sandrelli)\, una signora vedova che
  il figlio vorrebbe confinare al ruolo di nonna e che invece è piena di v
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SUMMARY:Everything Everywhere all at Once
DESCRIPTION:Everything Everywhere All at Once\, il film diretto dai The Dan
 iels\, racconta la storia di Evelyn Wang (Michelle Yeoh)\, una donna di or
 igini cinesi che gestisce una\n\npiccola lavanderia a gettoni. Evelyn è s
 empre piena di lavoro e deve occuparsi non solo della sua attività\, ma a
 nche della sua famiglia: un padre ormai rintronato (James Hong)\, una figl
 ia adolescente Joy (Stephanie Hsu)\, che non sembra più riuscire a compre
 ndere\, e un matrimonio con Waymond (Ke Huy Quan)\, un uomo debole con il 
 quale non si trova per nulla bene. Come se la sua impegnata vita non basta
 sse\, Evelyn riceve anche un controllo fiscale che la porta a imbattersi i
 n Deirdre (Jamie Lee Curtis)\, un'ispettrice puntigliosa.\n\nMentre deve f
 are i conti con l'agente\, la donna assiste a una spaccatura nel multivers
 o\, che la trascina in un'avventura fatta di realtà parallele. Il suo com
 pito ora è sconfiggere il nemico e salvare il destino degli universi\, ri
 portando co\n\nsì non solo l'armonia nelle varie dimensioni\, ma anche ne
 lla sua vita e nella sua famiglia.\n\n[embed]https://www.youtube.com/watch
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URL:http://www.cineteatrobuonarroti.it/events/il-ragazzo-e-la-tigre/
SUMMARY:Il Ragazzo e la Tigre
DESCRIPTION:TRAMA\n\nIl ragazzo e la tigre\, il film diretto da Brando Quil
 ici\, racconta la storia di (Sunny Pawar) un ragazzo rimasto orfano. Mentr
 e vaga per le valli innevate dell'Himalaya trova un nuovo amico\, un cucci
 olo di tigre del Bengala. Il tigrotto\, proprio come lui\, è rimasto orfa
 no\, perché i bracconieri hanno ucciso sua madre e\, portandolo con sé\,
  il ragazzo lo salva da una morte certa.\n\nI due stringono sin da subito 
 un forte legame di amicizia e insieme si mettono in viaggio\, diretti al m
 onastero di Taktsang\, in Buthan\, noto con il nome "il nido della tigre".
  Qui si trovano diversi monaci buddhisti\, che si sono radunati in questo 
 luogo sin dal 1950\, anno dell'invasione cinese del Tibet\, e hanno come s
 copo quello di proteggere i grandi felini\, soprattutto se cacciati dai br
 acconieri. Durante il viaggio che li porterà in questo luogo magico e rel
 igioso\, il ragazzo e il tigrotto attraverseranno le montagne dell'Himalay
 a\, scoprendo che non sono soli al mondo\, ma che l'uno può contare sull'
 altro.\n\n[embed]https://www.youtube.com/watch?v=Mna3-_oBVa4[/embed]
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DESCRIPTION:TRAMA\n\nAstolfo\, il film diretto da Gianni Di Gregorio\, racc
 onta la storia di un uomo\, Astolfo (Gianni De Gregorio)\, placido pensi
 onato romano\, che viene sfrattato dal suo appartamento e decide di tornar
 e a vivere nella casa di famiglia\, un palazzotto un tempo nobiliare e ogg
 i in sfacelo\, in un paesino dell'Italia centrale.\nTrova un paio di strav
 aganti abusivi che vivono lì\, un sindaco sgradevole e impiccione\, un ve
 cchio amico che si è arricchito. E\, senza volerlo\, senza cercarlo\, tro
 va anche l'amore: Stefania (Stefania Sandrelli)\, una signora vedova che
  il figlio vorrebbe confinare al ruolo di nonna e che invece è piena di v
 oglia di vivere\nSarà l'inizio di una nuova vita\, più travagliata ma an
 che più bella\, più vera\, l’unica che valga la pena di essere vissuta
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DESCRIPTION: MERCOLEDÌ 19 OTTOBRE - ore 17\,00\n\nRavenna 1321\, Dante Al
 ighieri muore in esilio. Firenze\, 1350\, Giovanni Boccaccio è incaricato
  dalla Compagnia di Orsanmichele di portare a suor Beatrice\, la figlia di
  Dante monaca nel Convento di Santo Stefano degli Ulivi a Ravenna\, un ris
 arcimento simbolico di 10 fiorini d’oro. Il lungo viaggio sulle orme del
  Sommo poeta sarà l’occasione per ripercorrerne la vita.\n\n\nValutazio
 ne Pastorale\nIl 2021 è stato l’anno di Dante\, ricordato a 700 anni da
 lla morte con moltissime iniziative culturali in tutt’Italia. E su quest
 a scia si può ricondurre l’ultima fatica cinematografica di Pupi Avati\
 , “Dante”\, film di cui scrive anche la sceneggiatura\, trasposizione 
 pressoché integrale del proprio romanzo “L’alta fantasia” (ed. Solf
 erino\, 2021). La storia. Nella notte del 14 settembre del 1321\, in esili
 o a Ravenna\, Dante muore. Trent’anni dopo\, nel 1350\, Giovanni Boccacc
 io – grande ammiratore del poeta e suo primo biografo (“Trattatello in
  lode di Dante” scritto a più riprese tra il 1351 e il 1366) – è inc
 aricato dalla Compagnia di Orsanmichele di portare a suor Beatrice\, la fi
 glia di Dante monaca nel Convento di Santo Stefano degli Ulivi a Ravenna\,
  un risarcimento simbolico di 10 fiorini d’oro. Sulla via percorsa dallo
  stesso Alighieri negli anni del sofferto esilio Boccaccio procede tra pre
 sente e passato\, intrecciando sapientemente ricordi e incontri\, riflessi
 oni e citazioni\, partecipe delle fatiche\, delle privazioni e delle angos
 ce patite da Dante. E poi\, finalmente\, l’incontro con suor Beatrice…
  Pupi Avati\, classe 1938\, è senza dubbio uno dei più importanti regist
 i e sceneggiatori italiani\, una carriera di oltre 50 anni (il suo primo l
 ungometraggio “Balsamus. L’uomo di Satana” è del 1968)\, di moltiss
 imi film e numerosi premi e riconoscimenti. Il regista bolognese mette in 
 gioco tutto il suo indiscusso talento e la sua maestria per svelarci Dante
  nei suoi tratti più “umani”: il ragazzo tra i vicoli di Firenze\, il
  primo incontro con Beatrice e quello scambio di sguardi che gli trafigge 
 il cuore\, lo strazio per la morte di lei\, la paura prima della battaglia
  di Campaldino\, l’amico Cecco Angiolieri\, il matrimonio con Emma Donat
 i\, i figli\, i versi immortali\, lo strazio dell’esilio\, l’indigenza
  e la precarietà. Tutto quello che a scuola abbiamo studiato ora ci viene
  incontro con una potenza emotiva straordinaria\, complice Boccaccio\, a c
 ui un bravissimo Sergio Castellitto dona un’intensità e una dolcezza in
 credibili. Senza dimenticare l’incanto dei paesaggi\, i borghi\, i caste
 lli\, le chiese\, e gli affreschi tra Toscana\, Umbria ed Emilia-Romagna. 
 Davvero di tutto rispetto il cast\, tra gli altri: Alessandro Sperduti (Da
 nte Alighieri)\; Suor Beatrice (Valeria d’Obici)\; l’amata Beatrice (C
 arlotta Gamba)\; Gemma Donati (Ludovica Pedetta)\; la stessa da anziana (E
 rika Blanc)\; Alessandro Haber (Abate di Vallombrosa)\; Enrico Lo Verso (D
 onato degli Albanzani)\; Leopoldo Mastelloni (Bonifacio VIII)\; Gianni Cav
 ina (Piero Giardina) e Romano Reggiani (Guido Cavalcanti). Accurato nella 
 ricostruzione storica\, intenso e a tratti struggente il film “Dante” 
 è consigliabile\, poetico e adatto per dibattiti.\n\n\nInterpreti e ruoli
 \nSergio Castellitto (Giovanni Boccaccio)\, Alessandro Sperduti . (Dante)\
 , Enrico Lo Verso (Donato degli Albanzani)\, Carlotta Gamba (Beatrice)\, A
 lessandro Haber (Abate di Vallombrosa)\, Gianni Cavina (Piero Giardina)\, 
 Leopoldo Mastelloni (Bonifacio VIII)\, Ludovica Pedetta (Gemma Donati)\, R
 omano Reggiani (Guido Cavalcanti)\, Mariano Rigillo (Meneghino Mezzani)\, 
 Valeria D'Obici (Suor Beatrice)\, Giulio Pizzirani (Dante anziano)\, Erica
  Blanc (Gemma Donati anziana)\, Milena Vukotich (Rigattiera)\, Cesare Crem
 onini (Lottieri)\, Filippo Velardi (Bernardino da Polenta)\n\n\nValutazion
 e: Consigliabile\, poetico\, Adatto per dibattiti\n\nTematica: Amore-Sen
 timenti\, Arte\, Chiesa Cattolica\, Dolore\, Donna\, Fede\, Letteratura\, 
 Politica\, Potere\, Storia\n\nGenere: Biografico - Drammatico\n\nRegia: 
 Pupi Avati\n\nDurata: 94'\n\nAnno di uscita: 2022\n\nNazionalità: Ital
 ia\n\nTitolo Originale: Dante\n\nDistribuzione: 01 Distribution\n\nSogge
 tto e Sceneggiatura: Pupi Avati\, Giovanni Boccaccio\n\nFotografia: Cesa
 re Bastelli\n\nMusiche: Lucio Gregoretti\n\nMontaggio: Ivan Zuccon\n\nPr
 oduzione: Duea Film con Rai Cinema e con MG Production\n\n\n\n\n\n\n\n\n
CATEGORIES:Cinema
LOCATION:Cineteatro Buonarroti\, Via Buonarroti 13B\, Civitavecchia\, RM\, 
 000053\, Lazio\, Italia
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SUMMARY:Astolfo
DESCRIPTION:TRAMA\n\nAstolfo\, il film diretto da Gianni Di Gregorio\, racc
 onta la storia di un uomo\, Astolfo (Gianni De Gregorio)\, placido pensi
 onato romano\, che viene sfrattato dal suo appartamento e decide di tornar
 e a vivere nella casa di famiglia\, un palazzotto un tempo nobiliare e ogg
 i in sfacelo\, in un paesino dell'Italia centrale.\nTrova un paio di strav
 aganti abusivi che vivono lì\, un sindaco sgradevole e impiccione\, un ve
 cchio amico che si è arricchito. E\, senza volerlo\, senza cercarlo\, tro
 va anche l'amore: Stefania (Stefania Sandrelli)\, una signora vedova che
  il figlio vorrebbe confinare al ruolo di nonna e che invece è piena di v
 oglia di vivere\nSarà l'inizio di una nuova vita\, più travagliata ma an
 che più bella\, più vera\, l’unica che valga la pena di essere vissuta
 .\n\n&nbsp\;
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SUMMARY:Il Ragazzo e la Tigre
DESCRIPTION:TRAMA\n\nIl ragazzo e la tigre\, il film diretto da Brando Quil
 ici\, racconta la storia di (Sunny Pawar) un ragazzo rimasto orfano. Mentr
 e vaga per le valli innevate dell'Himalaya trova un nuovo amico\, un cucci
 olo di tigre del Bengala. Il tigrotto\, proprio come lui\, è rimasto orfa
 no\, perché i bracconieri hanno ucciso sua madre e\, portandolo con sé\,
  il ragazzo lo salva da una morte certa.\n\nI due stringono sin da subito 
 un forte legame di amicizia e insieme si mettono in viaggio\, diretti al m
 onastero di Taktsang\, in Buthan\, noto con il nome "il nido della tigre".
  Qui si trovano diversi monaci buddhisti\, che si sono radunati in questo 
 luogo sin dal 1950\, anno dell'invasione cinese del Tibet\, e hanno come s
 copo quello di proteggere i grandi felini\, soprattutto se cacciati dai br
 acconieri. Durante il viaggio che li porterà in questo luogo magico e rel
 igioso\, il ragazzo e il tigrotto attraverseranno le montagne dell'Himalay
 a\, scoprendo che non sono soli al mondo\, ma che l'uno può contare sull'
 altro.\n\n[embed]https://www.youtube.com/watch?v=Mna3-_oBVa4[/embed]
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 e a vivere nella casa di famiglia\, un palazzotto un tempo nobiliare e ogg
 i in sfacelo\, in un paesino dell'Italia centrale.\nTrova un paio di strav
 aganti abusivi che vivono lì\, un sindaco sgradevole e impiccione\, un ve
 cchio amico che si è arricchito. E\, senza volerlo\, senza cercarlo\, tro
 va anche l'amore: Stefania (Stefania Sandrelli)\, una signora vedova che
  il figlio vorrebbe confinare al ruolo di nonna e che invece è piena di v
 oglia di vivere\nSarà l'inizio di una nuova vita\, più travagliata ma an
 che più bella\, più vera\, l’unica che valga la pena di essere vissuta
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SUMMARY:Dante
DESCRIPTION: MERCOLEDÌ 19 OTTOBRE - ore 17\,00\n\nRavenna 1321\, Dante Al
 ighieri muore in esilio. Firenze\, 1350\, Giovanni Boccaccio è incaricato
  dalla Compagnia di Orsanmichele di portare a suor Beatrice\, la figlia di
  Dante monaca nel Convento di Santo Stefano degli Ulivi a Ravenna\, un ris
 arcimento simbolico di 10 fiorini d’oro. Il lungo viaggio sulle orme del
  Sommo poeta sarà l’occasione per ripercorrerne la vita.\n\n\nValutazio
 ne Pastorale\nIl 2021 è stato l’anno di Dante\, ricordato a 700 anni da
 lla morte con moltissime iniziative culturali in tutt’Italia. E su quest
 a scia si può ricondurre l’ultima fatica cinematografica di Pupi Avati\
 , “Dante”\, film di cui scrive anche la sceneggiatura\, trasposizione 
 pressoché integrale del proprio romanzo “L’alta fantasia” (ed. Solf
 erino\, 2021). La storia. Nella notte del 14 settembre del 1321\, in esili
 o a Ravenna\, Dante muore. Trent’anni dopo\, nel 1350\, Giovanni Boccacc
 io – grande ammiratore del poeta e suo primo biografo (“Trattatello in
  lode di Dante” scritto a più riprese tra il 1351 e il 1366) – è inc
 aricato dalla Compagnia di Orsanmichele di portare a suor Beatrice\, la fi
 glia di Dante monaca nel Convento di Santo Stefano degli Ulivi a Ravenna\,
  un risarcimento simbolico di 10 fiorini d’oro. Sulla via percorsa dallo
  stesso Alighieri negli anni del sofferto esilio Boccaccio procede tra pre
 sente e passato\, intrecciando sapientemente ricordi e incontri\, riflessi
 oni e citazioni\, partecipe delle fatiche\, delle privazioni e delle angos
 ce patite da Dante. E poi\, finalmente\, l’incontro con suor Beatrice…
  Pupi Avati\, classe 1938\, è senza dubbio uno dei più importanti regist
 i e sceneggiatori italiani\, una carriera di oltre 50 anni (il suo primo l
 ungometraggio “Balsamus. L’uomo di Satana” è del 1968)\, di moltiss
 imi film e numerosi premi e riconoscimenti. Il regista bolognese mette in 
 gioco tutto il suo indiscusso talento e la sua maestria per svelarci Dante
  nei suoi tratti più “umani”: il ragazzo tra i vicoli di Firenze\, il
  primo incontro con Beatrice e quello scambio di sguardi che gli trafigge 
 il cuore\, lo strazio per la morte di lei\, la paura prima della battaglia
  di Campaldino\, l’amico Cecco Angiolieri\, il matrimonio con Emma Donat
 i\, i figli\, i versi immortali\, lo strazio dell’esilio\, l’indigenza
  e la precarietà. Tutto quello che a scuola abbiamo studiato ora ci viene
  incontro con una potenza emotiva straordinaria\, complice Boccaccio\, a c
 ui un bravissimo Sergio Castellitto dona un’intensità e una dolcezza in
 credibili. Senza dimenticare l’incanto dei paesaggi\, i borghi\, i caste
 lli\, le chiese\, e gli affreschi tra Toscana\, Umbria ed Emilia-Romagna. 
 Davvero di tutto rispetto il cast\, tra gli altri: Alessandro Sperduti (Da
 nte Alighieri)\; Suor Beatrice (Valeria d’Obici)\; l’amata Beatrice (C
 arlotta Gamba)\; Gemma Donati (Ludovica Pedetta)\; la stessa da anziana (E
 rika Blanc)\; Alessandro Haber (Abate di Vallombrosa)\; Enrico Lo Verso (D
 onato degli Albanzani)\; Leopoldo Mastelloni (Bonifacio VIII)\; Gianni Cav
 ina (Piero Giardina) e Romano Reggiani (Guido Cavalcanti). Accurato nella 
 ricostruzione storica\, intenso e a tratti struggente il film “Dante” 
 è consigliabile\, poetico e adatto per dibattiti.\n\n\nInterpreti e ruoli
 \nSergio Castellitto (Giovanni Boccaccio)\, Alessandro Sperduti . (Dante)\
 , Enrico Lo Verso (Donato degli Albanzani)\, Carlotta Gamba (Beatrice)\, A
 lessandro Haber (Abate di Vallombrosa)\, Gianni Cavina (Piero Giardina)\, 
 Leopoldo Mastelloni (Bonifacio VIII)\, Ludovica Pedetta (Gemma Donati)\, R
 omano Reggiani (Guido Cavalcanti)\, Mariano Rigillo (Meneghino Mezzani)\, 
 Valeria D'Obici (Suor Beatrice)\, Giulio Pizzirani (Dante anziano)\, Erica
  Blanc (Gemma Donati anziana)\, Milena Vukotich (Rigattiera)\, Cesare Crem
 onini (Lottieri)\, Filippo Velardi (Bernardino da Polenta)\n\n\nValutazion
 e: Consigliabile\, poetico\, Adatto per dibattiti\n\nTematica: Amore-Sen
 timenti\, Arte\, Chiesa Cattolica\, Dolore\, Donna\, Fede\, Letteratura\, 
 Politica\, Potere\, Storia\n\nGenere: Biografico - Drammatico\n\nRegia: 
 Pupi Avati\n\nDurata: 94'\n\nAnno di uscita: 2022\n\nNazionalità: Ital
 ia\n\nTitolo Originale: Dante\n\nDistribuzione: 01 Distribution\n\nSogge
 tto e Sceneggiatura: Pupi Avati\, Giovanni Boccaccio\n\nFotografia: Cesa
 re Bastelli\n\nMusiche: Lucio Gregoretti\n\nMontaggio: Ivan Zuccon\n\nPr
 oduzione: Duea Film con Rai Cinema e con MG Production\n\n\n\n\n\n\n\n\n
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DESCRIPTION:TRAMA\n\nAstolfo\, il film diretto da Gianni Di Gregorio\, racc
 onta la storia di un uomo\, Astolfo (Gianni De Gregorio)\, placido pensi
 onato romano\, che viene sfrattato dal suo appartamento e decide di tornar
 e a vivere nella casa di famiglia\, un palazzotto un tempo nobiliare e ogg
 i in sfacelo\, in un paesino dell'Italia centrale.\nTrova un paio di strav
 aganti abusivi che vivono lì\, un sindaco sgradevole e impiccione\, un ve
 cchio amico che si è arricchito. E\, senza volerlo\, senza cercarlo\, tro
 va anche l'amore: Stefania (Stefania Sandrelli)\, una signora vedova che
  il figlio vorrebbe confinare al ruolo di nonna e che invece è piena di v
 oglia di vivere\nSarà l'inizio di una nuova vita\, più travagliata ma an
 che più bella\, più vera\, l’unica che valga la pena di essere vissuta
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 onta la storia di un uomo\, Astolfo (Gianni De Gregorio)\, placido pensi
 onato romano\, che viene sfrattato dal suo appartamento e decide di tornar
 e a vivere nella casa di famiglia\, un palazzotto un tempo nobiliare e ogg
 i in sfacelo\, in un paesino dell'Italia centrale.\nTrova un paio di strav
 aganti abusivi che vivono lì\, un sindaco sgradevole e impiccione\, un ve
 cchio amico che si è arricchito. E\, senza volerlo\, senza cercarlo\, tro
 va anche l'amore: Stefania (Stefania Sandrelli)\, una signora vedova che
  il figlio vorrebbe confinare al ruolo di nonna e che invece è piena di v
 oglia di vivere\nSarà l'inizio di una nuova vita\, più travagliata ma an
 che più bella\, più vera\, l’unica che valga la pena di essere vissuta
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DESCRIPTION: MERCOLEDÌ 19 OTTOBRE - ore 17\,00\n\nRavenna 1321\, Dante Al
 ighieri muore in esilio. Firenze\, 1350\, Giovanni Boccaccio è incaricato
  dalla Compagnia di Orsanmichele di portare a suor Beatrice\, la figlia di
  Dante monaca nel Convento di Santo Stefano degli Ulivi a Ravenna\, un ris
 arcimento simbolico di 10 fiorini d’oro. Il lungo viaggio sulle orme del
  Sommo poeta sarà l’occasione per ripercorrerne la vita.\n\n\nValutazio
 ne Pastorale\nIl 2021 è stato l’anno di Dante\, ricordato a 700 anni da
 lla morte con moltissime iniziative culturali in tutt’Italia. E su quest
 a scia si può ricondurre l’ultima fatica cinematografica di Pupi Avati\
 , “Dante”\, film di cui scrive anche la sceneggiatura\, trasposizione 
 pressoché integrale del proprio romanzo “L’alta fantasia” (ed. Solf
 erino\, 2021). La storia. Nella notte del 14 settembre del 1321\, in esili
 o a Ravenna\, Dante muore. Trent’anni dopo\, nel 1350\, Giovanni Boccacc
 io – grande ammiratore del poeta e suo primo biografo (“Trattatello in
  lode di Dante” scritto a più riprese tra il 1351 e il 1366) – è inc
 aricato dalla Compagnia di Orsanmichele di portare a suor Beatrice\, la fi
 glia di Dante monaca nel Convento di Santo Stefano degli Ulivi a Ravenna\,
  un risarcimento simbolico di 10 fiorini d’oro. Sulla via percorsa dallo
  stesso Alighieri negli anni del sofferto esilio Boccaccio procede tra pre
 sente e passato\, intrecciando sapientemente ricordi e incontri\, riflessi
 oni e citazioni\, partecipe delle fatiche\, delle privazioni e delle angos
 ce patite da Dante. E poi\, finalmente\, l’incontro con suor Beatrice…
  Pupi Avati\, classe 1938\, è senza dubbio uno dei più importanti regist
 i e sceneggiatori italiani\, una carriera di oltre 50 anni (il suo primo l
 ungometraggio “Balsamus. L’uomo di Satana” è del 1968)\, di moltiss
 imi film e numerosi premi e riconoscimenti. Il regista bolognese mette in 
 gioco tutto il suo indiscusso talento e la sua maestria per svelarci Dante
  nei suoi tratti più “umani”: il ragazzo tra i vicoli di Firenze\, il
  primo incontro con Beatrice e quello scambio di sguardi che gli trafigge 
 il cuore\, lo strazio per la morte di lei\, la paura prima della battaglia
  di Campaldino\, l’amico Cecco Angiolieri\, il matrimonio con Emma Donat
 i\, i figli\, i versi immortali\, lo strazio dell’esilio\, l’indigenza
  e la precarietà. Tutto quello che a scuola abbiamo studiato ora ci viene
  incontro con una potenza emotiva straordinaria\, complice Boccaccio\, a c
 ui un bravissimo Sergio Castellitto dona un’intensità e una dolcezza in
 credibili. Senza dimenticare l’incanto dei paesaggi\, i borghi\, i caste
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 Davvero di tutto rispetto il cast\, tra gli altri: Alessandro Sperduti (Da
 nte Alighieri)\; Suor Beatrice (Valeria d’Obici)\; l’amata Beatrice (C
 arlotta Gamba)\; Gemma Donati (Ludovica Pedetta)\; la stessa da anziana (E
 rika Blanc)\; Alessandro Haber (Abate di Vallombrosa)\; Enrico Lo Verso (D
 onato degli Albanzani)\; Leopoldo Mastelloni (Bonifacio VIII)\; Gianni Cav
 ina (Piero Giardina) e Romano Reggiani (Guido Cavalcanti). Accurato nella 
 ricostruzione storica\, intenso e a tratti struggente il film “Dante” 
 è consigliabile\, poetico e adatto per dibattiti.\n\n\nInterpreti e ruoli
 \nSergio Castellitto (Giovanni Boccaccio)\, Alessandro Sperduti . (Dante)\
 , Enrico Lo Verso (Donato degli Albanzani)\, Carlotta Gamba (Beatrice)\, A
 lessandro Haber (Abate di Vallombrosa)\, Gianni Cavina (Piero Giardina)\, 
 Leopoldo Mastelloni (Bonifacio VIII)\, Ludovica Pedetta (Gemma Donati)\, R
 omano Reggiani (Guido Cavalcanti)\, Mariano Rigillo (Meneghino Mezzani)\, 
 Valeria D'Obici (Suor Beatrice)\, Giulio Pizzirani (Dante anziano)\, Erica
  Blanc (Gemma Donati anziana)\, Milena Vukotich (Rigattiera)\, Cesare Crem
 onini (Lottieri)\, Filippo Velardi (Bernardino da Polenta)\n\n\nValutazion
 e: Consigliabile\, poetico\, Adatto per dibattiti\n\nTematica: Amore-Sen
 timenti\, Arte\, Chiesa Cattolica\, Dolore\, Donna\, Fede\, Letteratura\, 
 Politica\, Potere\, Storia\n\nGenere: Biografico - Drammatico\n\nRegia: 
 Pupi Avati\n\nDurata: 94'\n\nAnno di uscita: 2022\n\nNazionalità: Ital
 ia\n\nTitolo Originale: Dante\n\nDistribuzione: 01 Distribution\n\nSogge
 tto e Sceneggiatura: Pupi Avati\, Giovanni Boccaccio\n\nFotografia: Cesa
 re Bastelli\n\nMusiche: Lucio Gregoretti\n\nMontaggio: Ivan Zuccon\n\nPr
 oduzione: Duea Film con Rai Cinema e con MG Production\n\n\n\n\n\n\n\n\n
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SUMMARY:La Stranezza
DESCRIPTION:Un dono di gratitudine alla creazione teatrale in tutte le sue 
 forme. Con un vero colpo di genio: il casting di Ficarra e Picone. Commed
 ia\, Italia2022. Durata 103 Minuti.\n1920. L'omaggio per l'ottantesimo g
 enetliaco di Verga è l'occasione per un ritorno in Sicilia di Luigi Piran
 dello.\nGirgenti\, 1920. Nofrio e Bastiano sono becchini\, ma anche attori
  "dilettanti professionisti". L'ottantesimo compleanno di Giovanni Verga r
 iporta Luigi Pirandello alla sua città natale\, e la morte della balia de
 l drammaturgo favorisce il suo incontro con i due becchini. Il Maestro è 
 in crisi creativa\, e osservando di nascosto le prove della compagnia amat
 oriale di Nofrio e Bastiano trae ispirazione per uno dei suoi lavori più 
 importanti\, "Sei personaggi in cerca d'autore". Ciò che succede sul palc
 o si mescola con ciò che succede dietro le quinte. Roberto Andò è eccez
 ionale direttore d'orchestra di questa "storia semplice" che non indulge n
 el melodramma né scollina nella farsa\, e trova la sintesi di tutti gli e
 lementi in scena: miseria e nobiltà\, storia e Storia\, buio e luce\, isp
 irazione e pantomima. Valentino Picone e soprattutto Salvo Ficarra sono ma
 schere estremamente efficaci nella loro esagerazione drammaturgica\, e il 
 loro casting è un vero colpo di genio: due guitti che non distinguono fin
 zione e realtà\, e per i quali il confine fra tragico e comico è costant
 emente superabile.\n\n[caption id="attachment_190" align="alignnone" width
 ="300"] [/caption]
CATEGORIES:Cinema
LOCATION:Cineteatro Buonarroti\, Via Buonarroti 13B\, Civitavecchia\, RM\, 
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SUMMARY:La Stranezza
DESCRIPTION:Un dono di gratitudine alla creazione teatrale in tutte le sue 
 forme. Con un vero colpo di genio: il casting di Ficarra e Picone. Commed
 ia\, Italia2022. Durata 103 Minuti.\n1920. L'omaggio per l'ottantesimo g
 enetliaco di Verga è l'occasione per un ritorno in Sicilia di Luigi Piran
 dello.\nGirgenti\, 1920. Nofrio e Bastiano sono becchini\, ma anche attori
  "dilettanti professionisti". L'ottantesimo compleanno di Giovanni Verga r
 iporta Luigi Pirandello alla sua città natale\, e la morte della balia de
 l drammaturgo favorisce il suo incontro con i due becchini. Il Maestro è 
 in crisi creativa\, e osservando di nascosto le prove della compagnia amat
 oriale di Nofrio e Bastiano trae ispirazione per uno dei suoi lavori più 
 importanti\, "Sei personaggi in cerca d'autore". Ciò che succede sul palc
 o si mescola con ciò che succede dietro le quinte. Roberto Andò è eccez
 ionale direttore d'orchestra di questa "storia semplice" che non indulge n
 el melodramma né scollina nella farsa\, e trova la sintesi di tutti gli e
 lementi in scena: miseria e nobiltà\, storia e Storia\, buio e luce\, isp
 irazione e pantomima. Valentino Picone e soprattutto Salvo Ficarra sono ma
 schere estremamente efficaci nella loro esagerazione drammaturgica\, e il 
 loro casting è un vero colpo di genio: due guitti che non distinguono fin
 zione e realtà\, e per i quali il confine fra tragico e comico è costant
 emente superabile.\n\n[caption id="attachment_190" align="alignnone" width
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SUMMARY:La Stranezza
DESCRIPTION:Un dono di gratitudine alla creazione teatrale in tutte le sue 
 forme. Con un vero colpo di genio: il casting di Ficarra e Picone. Commed
 ia\, Italia2022. Durata 103 Minuti.\n1920. L'omaggio per l'ottantesimo g
 enetliaco di Verga è l'occasione per un ritorno in Sicilia di Luigi Piran
 dello.\nGirgenti\, 1920. Nofrio e Bastiano sono becchini\, ma anche attori
  "dilettanti professionisti". L'ottantesimo compleanno di Giovanni Verga r
 iporta Luigi Pirandello alla sua città natale\, e la morte della balia de
 l drammaturgo favorisce il suo incontro con i due becchini. Il Maestro è 
 in crisi creativa\, e osservando di nascosto le prove della compagnia amat
 oriale di Nofrio e Bastiano trae ispirazione per uno dei suoi lavori più 
 importanti\, "Sei personaggi in cerca d'autore". Ciò che succede sul palc
 o si mescola con ciò che succede dietro le quinte. Roberto Andò è eccez
 ionale direttore d'orchestra di questa "storia semplice" che non indulge n
 el melodramma né scollina nella farsa\, e trova la sintesi di tutti gli e
 lementi in scena: miseria e nobiltà\, storia e Storia\, buio e luce\, isp
 irazione e pantomima. Valentino Picone e soprattutto Salvo Ficarra sono ma
 schere estremamente efficaci nella loro esagerazione drammaturgica\, e il 
 loro casting è un vero colpo di genio: due guitti che non distinguono fin
 zione e realtà\, e per i quali il confine fra tragico e comico è costant
 emente superabile.\n\n[caption id="attachment_190" align="alignnone" width
 ="300"] [/caption]
CATEGORIES:Cinema
LOCATION:Cineteatro Buonarroti\, Via Buonarroti 13B\, Civitavecchia\, RM\, 
 000053\, Lazio\, Italia
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DESCRIPTION:TRAMA\n\nAstolfo\, il film diretto da Gianni Di Gregorio\, racc
 onta la storia di un uomo\, Astolfo (Gianni De Gregorio)\, placido pensi
 onato romano\, che viene sfrattato dal suo appartamento e decide di tornar
 e a vivere nella casa di famiglia\, un palazzotto un tempo nobiliare e ogg
 i in sfacelo\, in un paesino dell'Italia centrale.\nTrova un paio di strav
 aganti abusivi che vivono lì\, un sindaco sgradevole e impiccione\, un ve
 cchio amico che si è arricchito. E\, senza volerlo\, senza cercarlo\, tro
 va anche l'amore: Stefania (Stefania Sandrelli)\, una signora vedova che
  il figlio vorrebbe confinare al ruolo di nonna e che invece è piena di v
 oglia di vivere\nSarà l'inizio di una nuova vita\, più travagliata ma an
 che più bella\, più vera\, l’unica che valga la pena di essere vissuta
 .\n\n&nbsp\;
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 forme. Con un vero colpo di genio: il casting di Ficarra e Picone. Commed
 ia\, Italia2022. Durata 103 Minuti.\n1920. L'omaggio per l'ottantesimo g
 enetliaco di Verga è l'occasione per un ritorno in Sicilia di Luigi Piran
 dello.\nGirgenti\, 1920. Nofrio e Bastiano sono becchini\, ma anche attori
  "dilettanti professionisti". L'ottantesimo compleanno di Giovanni Verga r
 iporta Luigi Pirandello alla sua città natale\, e la morte della balia de
 l drammaturgo favorisce il suo incontro con i due becchini. Il Maestro è 
 in crisi creativa\, e osservando di nascosto le prove della compagnia amat
 oriale di Nofrio e Bastiano trae ispirazione per uno dei suoi lavori più 
 importanti\, "Sei personaggi in cerca d'autore". Ciò che succede sul palc
 o si mescola con ciò che succede dietro le quinte. Roberto Andò è eccez
 ionale direttore d'orchestra di questa "storia semplice" che non indulge n
 el melodramma né scollina nella farsa\, e trova la sintesi di tutti gli e
 lementi in scena: miseria e nobiltà\, storia e Storia\, buio e luce\, isp
 irazione e pantomima. Valentino Picone e soprattutto Salvo Ficarra sono ma
 schere estremamente efficaci nella loro esagerazione drammaturgica\, e il 
 loro casting è un vero colpo di genio: due guitti che non distinguono fin
 zione e realtà\, e per i quali il confine fra tragico e comico è costant
 emente superabile.\n\n[caption id="attachment_190" align="alignnone" width
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DESCRIPTION:TRAMA\n\nAstolfo\, il film diretto da Gianni Di Gregorio\, racc
 onta la storia di un uomo\, Astolfo (Gianni De Gregorio)\, placido pensi
 onato romano\, che viene sfrattato dal suo appartamento e decide di tornar
 e a vivere nella casa di famiglia\, un palazzotto un tempo nobiliare e ogg
 i in sfacelo\, in un paesino dell'Italia centrale.\nTrova un paio di strav
 aganti abusivi che vivono lì\, un sindaco sgradevole e impiccione\, un ve
 cchio amico che si è arricchito. E\, senza volerlo\, senza cercarlo\, tro
 va anche l'amore: Stefania (Stefania Sandrelli)\, una signora vedova che
  il figlio vorrebbe confinare al ruolo di nonna e che invece è piena di v
 oglia di vivere\nSarà l'inizio di una nuova vita\, più travagliata ma an
 che più bella\, più vera\, l’unica che valga la pena di essere vissuta
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DESCRIPTION:Un dono di gratitudine alla creazione teatrale in tutte le sue 
 forme. Con un vero colpo di genio: il casting di Ficarra e Picone. Commed
 ia\, Italia2022. Durata 103 Minuti.\n1920. L'omaggio per l'ottantesimo g
 enetliaco di Verga è l'occasione per un ritorno in Sicilia di Luigi Piran
 dello.\nGirgenti\, 1920. Nofrio e Bastiano sono becchini\, ma anche attori
  "dilettanti professionisti". L'ottantesimo compleanno di Giovanni Verga r
 iporta Luigi Pirandello alla sua città natale\, e la morte della balia de
 l drammaturgo favorisce il suo incontro con i due becchini. Il Maestro è 
 in crisi creativa\, e osservando di nascosto le prove della compagnia amat
 oriale di Nofrio e Bastiano trae ispirazione per uno dei suoi lavori più 
 importanti\, "Sei personaggi in cerca d'autore". Ciò che succede sul palc
 o si mescola con ciò che succede dietro le quinte. Roberto Andò è eccez
 ionale direttore d'orchestra di questa "storia semplice" che non indulge n
 el melodramma né scollina nella farsa\, e trova la sintesi di tutti gli e
 lementi in scena: miseria e nobiltà\, storia e Storia\, buio e luce\, isp
 irazione e pantomima. Valentino Picone e soprattutto Salvo Ficarra sono ma
 schere estremamente efficaci nella loro esagerazione drammaturgica\, e il 
 loro casting è un vero colpo di genio: due guitti che non distinguono fin
 zione e realtà\, e per i quali il confine fra tragico e comico è costant
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